Tivoli

Tibur, antica città latina, chiamata da Virgilio con il titolo di Tibur Superbum nell’Eneide, Lib. VII, annovera un’origine ed una storia millenaria molto più antica di quella di Roma, riconducibile approssimativamente al 1215 a.C. Secondo Dionigi di Alicarnasso, storico vissuto durante il principato di Augusto, sarebbe stata fondata dagli Aborigeni come effetto del rito della primavera sacra, una commemorazione rituale di origine italica, praticata poi da diversi popoli dell’Italia antica, che implicava la deduzione di nuove colonie.

VILLA D’ESTE
La villa d’Este di Tivoli è una tra le migliori opere del Rinascimento italiano ed è compresa nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.
Complesso straoridnario, famoso in tutto il mondo per le sublimi fontane che lo decorano, caratterizzate da notevoli ed affascinanti giochi d’acqua e per essere ritenuto il “giardino all’italiana” più bello d’Europa.
Voluta dal Cardinale Ippolito II d’Este, e frutto dell’ingegno dell’architetto Pirro Logorio che, verso il 1550 diede il via ai lavori durati all’incirca 20 anni.
L’acqua che sgorga dalle numerose fontane e che ancora oggi si può contemplare in tutto il suo splendore, viene prelevata direttamente dal fiume Aniene attraverso un canale sotterraneo lungo 600 metri. Il complesso si estende nella sua interezza per 4 ettari e comprende, oltre al palazzo residenziale, un giardino abbellito da viali alberati e siepi, e da numerose fontane, vere e proprie capolavori. L’interno del palazzo, sviluppato su tre piani, dove si estendono altri straordinari ambienti, come l’Appartamento Vecchio o Superiore, la Sala delle Storie di Salomone e l’Appartamento Inferiore, contraddistinto dal Salone della Fontanina e dall’affresco di “Ercole Sassano”.

VILLA ADRIANA
La Villa Adriana di Tivoli è la prova archeologica sicura della grandezza dell’antico Impero Romano, uno dei siti archeologici meglio conservato e più apprezzato d’Italia.
Nel 1999 venne dichiarata patrimonio dell’umanità, con questa spiegazione:
« Villa Adriana è un capolavoro che riunisce in maniera unica le forme più alte di espressione delle culture materiali dell’antico mondo mediterraneo. Lo studio dei monumenti che compongono la Villa Adriana ha svolto un ruolo decisivo nella scoperta degli elementi dell’architettura classica da parte degli architetti del Rinascimento e del Barocco. Essa ha, inoltre, profondamente influenzato un gran numero di architetti e disegnatori del XIX e del XX secolo. »
Costruita per volontà dall’Imperatore Adriano ai piedi dei Monti Tiburtini ed edificata tra il 118 ed il 138 d.C., questa smisurata abitazione residenziale aveva un’estensione di circa 120 ettari.
« Fece costruire con eccezionale sfarzo una villa a Tivoli dove erano riprodotti con i loro nomi i luoghi più celebri delle province dell’impero, come il Liceo, l’Accademia, il Pritaneo, la città di Canopo, il Pecile e la valle di Tempe; e per non tralasciare proprio nulla, vi aveva fatto raffigurare anche gli inferi. »

(Historia Augusta, Vita Hadriani, XXVI, 5)

VILLA GREGORIANA
Una successione di boschi, sentieri, cascate, grotte e vegetazione è ciò che caratterizzano la Villa Gregoriana a Tivoli, con incantevole parco naturalistico avvolto nel verde e ubicato a pochi passi da Roma, sviluppato ai piedi dell’antica acropoli. Villa Gregoriana, rinominata dal FAI dopo il restauro “Parco Villa  Gregoriana”, è nota soprattutto per custodire la Grande Cascata, e per essere valutata come un peculiarissimo esempio di giardino romantico, per la sua disposizione e per la correlazione con il gusto dell’estetica del sublime, molto caro ai romantici.
Edificata per desirio di papa Gregorio XVI intorno al 1834, questo splendido luogo incontaminato fu meta obbligatoria di artisti ed aristocratici che nell’Ottocento arrivarono nell’antica “Tibur” per il famoso “Grand Tour”, per perfezionare il loro sapere e imparare a conoscere la politica, la cultura, l’arte e le antichità.

SANTUARIO DI ERCOLE VINCITORE
Uno dei maggiori impianti sacri dell’architettura romana in epoca repubblicana è il santuario di Ercole Vincitore, dio protettore dell’antica Tibur. Fu eretto durante il II secolo a.C., e occupava un’area molto ampia sviluppata ai piedi della città di Tivoli. Svetonio rivela che lo stesso Augusto, in molteplici circostanze, era solito amministrare la giustizia sotto i portici del santuario. In origine all’interno del santuario era collocata la statua di Ercole, divinità adorata dai Salii, i quali erano  soliti pianificare celebrazioni d’omaggio al dio nel corso delle Idi di agosto, così come ci viene rammentato nell’Eneide da Virgilio. Anticamente il luogo di culto impegnava una superficie di 3.000 mq e si snodava in tre ambienti che comprendevano: un tempio, un teatro ed un’immensa piazza che fungeva da area sacra. Il maestoso scenario intorno al luogo sacro, aveva origine da una serie di terrazzamenti, portici e colonnati edificati secondo i gusti del II e I secolo a.C. Il complesso religioso era situato fuori dalle mura cittadine, rasente alla via che originariamente metteva in comunicazione il Sannio alla pianura romana e delineava una svolta economica fondamentale per tutte le popolazioni dell’Italia centro-meridionale.

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