CASALE DELLA MARANELLA

di Fabio Depino

Il fondo del Casale della Maranella si situa tra il fosso dell’Acqua Mariana, il Grande Raccordo Anulare, l’Ippodromo di Capannelle e le Scuderie Vecchie dello stesso, nell’estrema periferia sud-est di Roma. L’area, attraversata dalla ferrovia Roma- Cassino , si estende per circa quaranta ettari.
Pur essendo lambito dal Raccordo Anulare, il luogo rimane quasi nascosto e soprattutto poco conosciuto. Eppure si tratta di uno degli ultimi lembi di Campagna ancora esistenti a Roma entro i limiti di questa autostrada urbana. Nei pressi, negli ultimi anni, stanno espandendosi, in maniera spesso intensiva, alcuni quartieri come Villaggio Appio e Osteria del Curato.
Una quindicina di anni fa mi capito’ di arrivarvi durante una solitaria passeggiata in bicicletta nel parco degli Acquedotti. Preso da improvvisa curiosita’ attraversai via di Capannelle e mi inoltrai nel mondo per me strano e pittoresco delle Scuderie Vecchie dell’Ippodromo. Oltre queste, in direzione del Raccordo Anulare e costeggiando il fosso dell’Acqua Mariana, giunsi ad una grande prateria con al centro un maestoso complesso di casali e una magnifica vista verso i Castelli. Del luogo mi impressiono’ il silenzio, rotto di tanto in tanto dal fragore improvviso degli aeroplani in fase di atterraggio verso Ciampino, e la prospettiva ampia con la ferrovia che sembrava correre verso orizzonti lontani. Per alcuni anni non seppi come si chiamava quel luogo.
Solo negli ultimi ho appreso il suo vero nome: Casale della Maranella. Nel tempo vi sono piu’ volte tornato, intenzionato ad approfondire aspetti diversi ed impegnandomi, soprattutto negli ultimi anni, per la sua tutela. Ai casali si puo’ arrivare, in modo del tutto inaspettato, anche attraverso un bel viale di pini che parte dal Raccordo.
Se si ha intenzione di fare una passeggiata, dopo aver chiesto il permesso ai proprietari dell’area, aggirando i casali si puo’ prendere un romantico viale di eucalipti, immerso nella prateria, che dopo alcune centinaia di metri piega in direzione della ferrovia Roma – Cassino. Si supera questa tramite un sottopasso dopo di che si giunge in breve al recinto che delimita l’Ippodromo di Capannelle. Tornando indietro, in direzione opposta, invece si arriva al Fosso dell’Acqua Mariana, costeggiando il quale si raggiungono come detto le Scuderia Vecchie e infine via di Capannelle. Nel corso del percorso si e’ investiti ed inebriati, soprattutto in primavera, dai profumi e colori della prateria. Purtroppo queste sensazioni, rare per noi cittadini, sono periodicamente infrante dal rumore degli aerei e dei treni, che violentemente ci ricordano di essere in realta’ molto vicini ad un ambito cittadino.
Il Tomassetti ci viene in aiuto per conoscere meglio anche da un punto di vista storico l’area. Cosi’ sappiamo che il casale viene denominato anche casale della Marrana o Bertone dal nome del suo costruttore di origine piemontese, sceso a Roma nel 1870 con l’Unita’ d’Italia. Tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento apparteneva alla famiglia Pellizzoni ed in particolare a Giovanni Pellizzoni, poi, dal 1919, a sua cugina Pellizzoni Sartori. Ora appartiene agli eredi di questa.
Nel periodo ottocentesco il casale faceva parte di un fondo di circa 90 ettari. Centro del fondo era Villa Bertone, un particolare edificio dello stesso periodo dei casali, a quel tempo adibiti ad uso colonico. E’ caratterizzato da un’austera ed elegante torre, simile a un campanile, che si vede tuttora al di la’ del fosso dell’Acqua Mariana.
Oggi purtroppo Villa Bertone, persa la sua antica funzione di dimora patrizia di campagna, e’ stata trasformata in residence e risulta come estrapolato da cio’ che rimane dell’antico fondo. Il Tomassetti ancora riporta come nell’Ottocento tracce, specialmente di carattere funebre, di una popolazione rustica dell’ultimo periodo dell’impero romano, si rinvennero nel fondo Maranella, con i resti della piscina limaria dell’Acquedotto dell’Aniene Nuovo.
In questo stesso luogo vennero alla luce varii cippi iugerali dell’Acqua Giulia, dai quali si rilevo’ l’andamento di detta acqua, prima della sua congiunzione con la Tepula e la Marcia; vi furono inoltre scoperti alcuni tratti degli acquedotti Claudio e dell’Aniene Nuovo. Ricordiamo come a nord est di quest’area, a poche centinaia di metri, passava in epoca romana, ma usata anche nel Medioevo, la via Castrimeniense diretta appunto a Castrimoenium (l’odierna Marino).
Pure alla Maranella il proprietario Pellizzoni trovo’ alla fine dell’Ottocento, una statuetta di Nettuno o di altra divinita’ marina, la gamba di una statua di Diana (?) con cane addossato e saltellante ed altri oggetti, trasportati tutti nella villa Sartori Pellizzoni di Grottaferrata.
Andando ancora piu’ indietro nel tempo secondo il Tomassetti questo fondo corrisponde ad un tenimento chiamato nel medioevo “Casale de Marana” di proprieta’ della chiesa di S. Maria Nova. Tale fondo rimase poi proprieta’ di questa chiesa fino all’Ottocento. Attorno al Cinquecento comparve il toponimo Casale della Maranella.
Attualmente il casale, come ci informa anche la Tagliaferri, in realta’ e’ costituito da due casali separati, molto simili tra loro, uno dei quali, non piu’ utilizzato, presenta gravi fenomeni di degrado. I casali si fronteggiano l’uno di fronte all’altro con i loro porticati. Il corpo centrale dei due casali, e’ formato da un volume piu’ alto; si viene cosi’ a formare una struttura ad “ali”.
Caratterizzata da elementi formali come le sottolineature del marcapiano e le lesene. Il casale tuttora abitato ha subito ristrutturazioni che hanno chiuso degli archi e aperto bucature rettangolari, variando il ritmo compositivo. I corpi di servizio sono caratterizzati da volumi allungati.
Gli elementi architettonici fanno di questi edifici un unicum nel panorama dei casali della Campagna Romana. Difatti tali elementi rivelano un’origine padana e lombarda, sottolineata anche dalle bande a due colori che ricoprono l’intonaco esterno dei due casali e che, seppur sbiadite dal tempo, e’ possibile ancora intravedere. Da segnalare come gli attuali proprietari abbiano creato all’interno un bellissimo giardino, a guisa di piccolo orto botanico, dalle atmosfere delicate e romantiche.

Nella sua interezza l’area e’ sottoposta al Piano Territoriale Paesistico “Parco dell’Appia Antica e zone limitrofe” (art. 1 lettera “m” lg. n. 431 dell’08/08/1985, localita’ Capannelle – Barbuta).
Il Casale della Maranella e’ inserito nella Carta dell’Agro e nella Carta della Qualita’ del Nuovo Piano Regolatore.
Il Fosso dell’Acqua Mariana, di notevole importanza storica, e’ definito nella Rete Ecologica del Piano stesso come Componente Secondaria. Per inciso sottolineiamo che al limite di tale area passano nel sottosuolo due acquedotti antichi, Claudio, Anio Novus e che nel sottosuolo, nei pressi del casale, poco oltre il fosso, sono presenti le loro piscine limarie.
Nel Nuovo Piano l’area nel suo complesso e’ destinata in parte a verde privato ed in parte a verde e servizi. Tale destinazione pero’ non la salvaguarda da appetiti di vario tipo. Nel tempo purtroppo ci siamo trovati a difendere l’area da vari tentativi volti alla realizzazione di un piano di zona.
Riteniamo pertanto che per dare una tutela duratura e consistente al luogo sia necessario inserirlo totalmente nei confini del Parco dell’Appia Antica, visto anche che con il piano d’assetto del Parco una parte dell’area verrebbe in esso inglobata.

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