Abbazie e Monasteri nel Lazio

 ABBAZIA DI SAN NILO DI GROTTAFERRATA

“Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata” è il nome autentico della Abbazia di San Nilo di Grottaferrata. Prima dell’installazione cristiana, in questa zona si innalzava una villa romana di età imperiale.

Agli esoridi del mille sopraggiunse una compagnia di monaci calabresi di rito bizantino-greco, capeggiati da Nilo da Rossano Calabro, seguito dal fedele discepolo Bartolomeo. La costruzione della basilica  cominciò a metà dell’anno 1004  e venne consacrata a Santa Maria. San Nilo morì  nel settembre dello stesso anno e l’incarico fu portata avanti da San Bartolomeo, concludendosi 20 anni dopo. Precisamente nel 1024 il nuovo luogo religioso fu destinato al culto da Giovanni XIX dei Conti di Tuscolo. Con il passare di una  decina di anni, dopo la disgregazione tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Ortodossa, l’abbazia di grottaferrata diventa il fondamentale luogo d’incontro e dialogo tra oriente latino ed occidente greco-ortodosso di tutta Italia.  I Monaci di Grottaferrata sono cattolici basiliani professanti il rito bizantino, caratterizzato da liturgie e cerimonie tipicamente incantevoli. L’Abbazia è l’unico Monastero Bizantino superstite nel nostro tempo. Attualmente il complesso possiede la sembianza di una vera e propria struttura fortificata, determinata dalle notevoli variazioni sottostate nei secoli ed in modo particolare durante il quattrocento. L’impianto è circoscritto da una masiccia cinta muraria, invece la chiesa abbaziale di Santa Maria preserva la facciata esterna in stile romanico, marcata da un pronao a quattro colonne e da uno spiccante campanile a trifore di cinque piani. Il santuario fu abbellito con considerevoli mosaici e cappelle intitolate a santi e martiri, e fu imprezziosito all’esterno e soprattutto all’interno, anche con opere cosmatesche ed affreschi. Odoardo Farnese nel 1610 ne arricchì la parte esornativa inaricando al Domenichino i pregiati affreschi che oggi si possono contemplare. Nel Museo dell’Abbazia sono serbati reperti, sia locali che concessi da vari donatori; di grande attenzione soprattutto quelli protostorici e di epoca romana, come pure testimonianze medioevali.

MONASTERI SUBLACENSI:

MONASTERO DI SAN BENEDETTO

In questo territorio è nato il monachesimo occidentale. Il Monastero magicamente raccolto ed edificato sulla parte laterale del Monte Taleo, fu innalzato sulle grotte dove San Benedetto si appartò in ritiro, gettando le fondamenta di conseguenza ad una collettività che seguiva fedelmente la regola “Ora et Labora”, componendo pertanto l’ Ordine dei Benedettini, che si dffuse in tutto il mondo occidentale. Venne costruita una chiesa dopo l’anno mille, sopra le grotte del Taleo, e il luogo sacro si formò così come sito di raggruppamento di una congregazione monastica. Fu innocenzo III che volle dare un stimolo all’incremento di un vero e proprio monastero. Nel 1224, con la partecipazione di San Francesco, fu inaugurata la cappella di San Gregorio ed il monastero iniziò ad acquisire la sembianza odierna. La storia della struttura prosegue nella direzione del vicino Monastero di Santa Scolastica che effettivamente, nei secoli gli era stata attribuita una rilevante importanza politico-economica e culturale. I due Monasteri costituiscono l’Abbazia Territoriale di Subiaco, con un peculiare oridine di monaci benedettini detti sublacensi.

MONASTERO DI SANTA SCOLASTICA

A monte di Subiaco sorge questo grande luogo di culto religioso, nell’alta Valle dell’Aniene  dove il canalone del fiume si avvicina, al punto che Nerone fu in grado di concretizzare degli sbarramenti che diedero vita a suggestivi laghetti su cui innalzò una sfarzosa villa. In età medievale il Monastero ebbe una grande importanza, fu in questo complesso dove venne realizzato il primo libro a stampa in Italia. Santa Scolastica, sorella di San Benedetto, rsi riunì con il fratello in questa zona, per poi accompagnarlo a Montecassino. San Benedetto, dopo aver realizzato il primo cenobio, nel ninfeo della villa neroniana, avviò dodici monasteri nell’area di Subiaco; attualmente l’unico rimasto e’ questo di Santa Scolastica che perciò annovera il titolo di ‘Protocenobio della Congregazione Sublacense dell’Ordine Benedettino’ e rimane il più antico monastero del suddetto ordinamento nel mondo. Il complesso, al tempo della sua fondazione, era consacrato a San Silvestro e solo in un secondo momento, agli inizi del mille, fu dedicato a San Benedetto e Santa Scolastica; di conseguenza alla realizzazione del monastero di San Benedetto, restò la dedica alla sola Santa. La visita al monastero è di grande richiamo per la serie di opere d’arte presenti, anche se la parte che custodisce il bagaglio di nozioni più rilevante è contenuta nella Biblioteca che si trova presso il Chiostro Gotico e preserva preziosi incunaboli ed altri testi interessanti.

SANTUARIO DEL DIVINO AMORE

Il sito di culto più adorato dalla gente della Capitale è indubbiamente il Santuario della Madonna del Divino Amore; che è collocato in località Castel di Leva, non lontano da Roma, su un’altura a lato della Via Ardeatina.  Anche se la prima chiesa vi fu costruita nel 1745 questo complesso storicamente risale al Medioevio.  Presumibilmente i Savelli, con la fortifica del  grande casale, realizzarono un dipinto a fresco su una torre-porta dello spazio circondato, un’immagine sacra della madonna, seduta in trono che sorregge il Bambino e dominata dalla Colomba dello Spirito Santo, che la custodiva con il suo Amore Divino. L’icona era meta di grande devozione da parte del popolo del territorio, modesti pastori che avvezzi nel radunarsi in quel luogo a recitare insieme il Rosario. Un giorno di primavera nel 1740, un pellegrino diretto a Roma perde l’orientamento e sale su una collina con la speranza di ottenere informazioni sulla strada migliore da percorrere per giungere a Roma; ma l’infelice viene aggredito da un branco di cani rabbiosi che tentano di divorarlo. Intimorito, intravede sulla torre in rovina l’immagine figurante la Madonna ed a lei si diresse implorando aiuto; prodigiosamente, le belve si arrestano e poi di danno alla fuga. I pastori del paese, affluiti poco dopo, prestarono attenzione il racconto del forestiere, informarono Roma dell’accaduto e ben presto l’icona iniziò a sedurre molti forestieri dalla città. Un giornalista del tempo scriveva: ‘non si distingueva più il giorno dalla notte e continuamente era un accorrere di pellegrini devoti e numerosi che ricevevano numerose grazie’.

SANTUARIO DELLA MENTORELLA 

Il particolare luogo di culto della Madonna della Mentorella, sorge fra i Monti Prenestini, lungo il ripido fianco che sovrasta la Valle del Giovenzano. Di modeste dimensioni è adagiato su dei contrafforti rocciosi che gli attribuiscono una sembianza molto emozionante. E’ stimato come il più antico Santuario d’Italia e d’Europa; tra i primi siti benedettini e luogo beneamato da Giovanni Paolo II. Come d’usanza il Santuario avrebbe avuto origine nel IV secolo per intento dell’imperatore Costantino, nel sito dove ebbe luogo il miracolo di Sant’Eustachio. Questi era un legionario romano che qui ebbe la famosa apparizione del cervo con la croce tra le corna, che lo persuase a farsi battezzare assumendo il nome di Eustachio; e fu martire sotto l’Imperatore Adriano. L’assetto del Santuario è fondamentalmente quella datagli dai Benedettini di Subiaco dall’ 800 al 1300; purtroppo gli ornamenti di quell’epoca sono sostanzialmente tutti andati perduti nel lasso di tempo di negligenza fino ai restauri del Kircher nel ‘600. Il complesso è composto da una sequenza di cinque piccoli blocchi di fabbrica, affastellati su vette rocciose contigui, con un effetto complessivo altamente suggestivo. Nel retro della Chiesa si trova la grotta naturale dove avrebbe abitato San Benedetto, per due anni, prima di recarsi a Subiaco.

SANTUARIO DELLA SANTISSIMA TRINITA’

Questo Snatuario si trova in sito molto particolare. Una chiesina dalla facciata bianca incassata sotto una parete a strapiombo di roccia di colore rosa, che la  sovrasta per qualche centinaio di metri. Luogo di culto dalle origini sconosciute, sulle antiche vie della transumanza, è il sito religioso più rinomato fra le genti dei paesi del Lazio e di parte dell’Abruzzo e della Campania. Teorie storicamente più realistiche vedrebbero la fondazione del Santuario da parte di San Domenico di Sora ovvero anche da parte di monaci basiliani provenienti dall’Oriente. A disfare tutte le questioni è molto avvolorata la tesi secondo la quale furono i Benedettini di Subiaco a fondare qui un solitario cenobio. La piccola Chiesa-Santuario racchiude una grotta, che in principio era quasi sicuramente una abitazione rupestre neolitica, sulla cui parete è rappresentata la Trinità, di tipo bizantino: tre persone somiglianti, sedute con un libro nella mano sinistra, nell’atto di benedire alla maniera greca, cioè pollice unito all’anulare; ad impreziosire la grotta vi sono altri affreschi di epoca medievale.

Latina e Provincia:

ABBAZIA DI FOSSANOVA