IL PARCO ARCHEOLOGICO DI OSTIA ANTICA

Ostium, parola latina che significa foce, da origine al nome di Ostia. Anticamente la città  era conosciuta come Ostia “tiberina”, la porta del Tevere, da dove, per tradizione, Romolo e Remo percorsero il “sacro fiume” dentro una cesta prima di essere trovati e allattati dalla lupa capitolina. Il mito fa risalire la prima creazione di Ostium al quarto re di Roma, Anco Marzio nel 620 a.C. circa settant’anni dopo quella di Roma, mentre la testimonianza archeologica avvalora e accorda in modo evidente la nascita solo tra il VI e il III secolo. La posizione strategica era utile per difesa di Roma dalle aggressioni via fiume da Veio e da Greci e Siracusani che sopraggiungevano sulle navi via mare, con la supremazia terrestre su un accesso di comunicazione primario e basilare per l’accrescimento di Roma. Ostia ricopriva un ruolo di primo piano nella storia di Roma non solo dal punto di vista logistico e militare quanto commerciale, storico, sociale, artistico e architettonico. Al suo interno coesistevano placidamente in un equilibrato comfort diversi popoli, culture e religioni nonchè classi sociali differenti tra loro. Risieduto e visitato regolarmente sopratutto da funzionari, commercianti, militari, operai e artigiani, Ostia era il fulcro principale di Roma per il decentramento dei beni commerciali diretti a Roma ed alle spedizioni all’estero, maturò in ricchezza, agiatezza e reputazione fino a toccare l’apice sotto l’imperatore Adriano con il primo rifacimento e rinnovamento. Nel foro furono edificate la curia, la basilica e le terme. Sotto l’imperatore Augusto nacque il teatro attualmente attivo e capace di ospitare un pubblico di quattromila persone, mentre alle vecchie case, domus, repubblicane subentrarono moderne abitazioni con giardini e cortili porticati e pavimentati. Nel III secolo iniziò il decadenza di Ostia dovuta al prestigio assunta da Portus, dove si erano spostate tutte le attività commerciali. Ostia rimase così tagliata gradualmente fuori da ogni tratto di comunicazione, per la difficoltosa navigazione del Tevere il cui percorso e corrente era cambiata rispetto al passato, oltre allo stato di decadenza cui era stata lasciata la via Ostiensis sommersa letteralmente all’epoca da vegetazione.

Il borgo di Ostia Antica con Il Castello di Giulio II
La prima costruzione difensiva che si può nootare osservando il castello, di spalle alla cattedrale di Sant’Aurea, è il rivellino, una sorta di fortino orientato verso l’interno del borgo non cannoneggiabile, che aveva la funzione di protezione alla porta d’accesso. Ma il castello non aveva solo scopi difensivi piuttosto anche quelli di una residenza signorile estiva, soluzione agevolata per il vescovo in carira, che la prediligeva all’episcopio di Sant’Aurea. Per questa motivazione il forte venne corredato da una collezione di raffinatezze architettoniche e spaziali ancora elogiabili.

La Necropoli di PortoII-IV sec. d.C.
Scoperta nel 1925 nel corso delle operazioni di bonifica delle paludi malariche, frutto del lavoro di cooperative di ex combattenti della Prima guerra mondiale. Furono compiuti scavi sul corso di strada che oggi mette in comunicazione Ostia con l’aeroporto di Fiumicino e vennero rinvenute circa un centinaio di tombe fuori dal terreno. Queste ultime sono molto ben salvaguardate per via dei veli di sabbia che le hanno preservate per molti secoli. La particolarità di orientare le sepolture su più livelli, da vita, per la necropoli di Porto, una superiorità in relazione agli altri cimiteri noti nell’area romana. Tra li metodi edilizi il piu’ comune è l’opus reticulatum a mattoncini e invece alcune tombe sono guarnnite a mosaico, con stucchi e marmi. Una addizionale caratteristica dell’area sono le terracotte a rilievo raffiguranti gli incarichi svolti in vita dagli artigiani e commercianti defunti, residenti a Ostia.

Portus, il porto di Claudio
Il dominio di Roma sul “Mare Nostrum”  fu deciso dall’ampliamento della flotta militare e dallo sviluppo commerciale voluto dall’imperatore Claudio. Nel 42 d.C. si iniziò l’edificazione di un grande porto marittimo, concluso poi da Nerone nel 64 d.C. Il nuovo porto si accostava a quello fluviale di Ostia e al porto marittimo di Pozzuoli.
Un bacino riposto e custodito dove svolgere lo scarico delle merci dalle navi mercantili che provenivano da tutto il Mediterraneo. Le “fossae”, i due canali artificiali, che garantivano la connessione tra il mare, il porto di Claudio e il porto fluviale di Ostia tiberina costruito alla foce del Tevere, permettendo alle navi di risalire il fiume fino a Roma in piena comodità. A causa dellle mutavoli condizioni ambientali, dovute alla spinta delle correnti marine provenienti da Nord-Ovest che determinarono il graduale e incontenibile affosamento del bacino portuale, indussero l’imperatore Traiano a innalzare quarant’anni anni dopo, tra il 100 e il 112 d.C., un nuovo bacino più interno. Il porto di Claudio proseguì tuttavia la sua attività anche successivamente, come insenatura di riparo che fu assicurato per mezzo di dragaggi regolarmente programmati e attuati con il fine di moderare ed eventualmente scongiurarne l’ennesimo affossamento.

Portus, il porto di Traiano
Un bacino artificiale di forma esagonale, aggiunto successivamente al precedente impianto portuale di Claudio,considerato più adatto alle attività di attracco, carico e scarico delle merci. Scavato per intero nella terraferma comunicante con il Tevere grazie ad un nuovo sistema di canali. Apollodoro di Damasco,architetto e scrittore romano di origine nabatea, ideò il molo e l’intera struttura.
Almeno 200 navi di grande tonnellaggio poteva essere ospitate all’interno del bacino, per le quali era possibile attraccare alla prima fila della banchina e scaricare merci, soldati, schiavi e animali giungenti da ogni parte dell’impero.

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