Maraviglia: Doyen, Fauré, Gaubert, Godard

Sabato 21 aprile 2018 ore 19 
Villa Abbamer, Via Anagnina 345
Grottaferrata (Roma)
Per prenotazioni: 069410662, info@villaabbamer.com
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA preferibilmente entro Venerdì 20 Aprile
POSTI LIMITATI

MAURIZIO BIGNARDELLI – Flauto
PAOLA QUATTRONE – Pianoforte

Prima Parte

– Albert Doyen (1882-1935) “Poèmes Grecs” pour flute avec accompagnement de piano (1905)

1. Nuit de Bergers
2. Le Bois des Myrthes
3. Danse Antique
4. Calme de la mer
5. Nymphes et Satyres

Albert Doyen a soli 23 anni compose questi cinque  bellissimi  poemi greci suggestionato dallo stile debussyano (vi ritroviamo infatti le suggestioni letterarie dell’antica Grecia come motivo ispiratore, le armonie esatonali di Debussy, la cura ed il dettaglio per la sonorità sfumata ed evanescente che ricordano sia l’après midi d’un faune (1894) che Chanson de Bilitis (1900)  , che Le Sei epigrafi antiche di Debussy  (per pianoforte a quattro mani). Ma anziché aprirsi  una carriera internazionale per questo giovanissimo e promettente compositore , (i 5 poemi greci vennero pubblicati nel 1905 dal più noto ed importante editore musicale parigino dell’epoca , Alphone Leduc) contrariamente a quanto ci si auspicava cadde su di lui il più completo oblìo, e non venne più pubblicata a Parigi nessuna sua composizione. C’è da stupirsi e chiedersene il motivo. La ragione di tale oblìo con molta probabilità và ricercata nella strenua opposizione alle innovazioni stilistiche introdotte dal lessico e dalla “langue” debussiana da parte del mondo dei compositori accademici che insegnavano composizione al Conservatorio di Parigi in quegli anni e dettavano quindi le “linee guida” dell’estetica musicale accademica (primo fra tutti Gabriel Faurè).

Faurè infatti fu un tenace oppositore di Debussy sia sul piano stilistico, sia  su quello linguistico e strutturale , ed infine sul piano puramente estetico. Le due composizioni di Faurè che ascolteremo composte nel 1898 erano brani funzionali al test d’ingresso (esame d’ammissione ovvero “morceau de concours”) per i flautisti al Conservatorio di Parigi, dove ciascuno strumento era studiato sotto la guida di un maestro unico, che aveva una classe sceltissima e selezionatissima (e mai numerosa , non oltre i 9-10 allievi).

– Gabriel Fauré (1845-1924)  Fantaisie op. 79 pour flute et piano (1898) “ a Paul Taffanel”
– Gabriel Fauré (1845-1924) “Sarabande” (Morceau de lecture) (1898)

Al candidato venivano assegnati dieci giorni prima dell’esame due brani appositamente scritti dal Maestro di composizione (il primo brano per verificare l’espressività e il dominio della tecnica strumentale, il secondo per la capacità di leggere in stile “rubato” secondo i canoni interpretativi della scuola francese). Faurè compose quindi nel luglio 1898 con questi intenti sia la Fantasia op. 79 che la Sarabanda (brano di lettura) che potremo ascoltare,  simulando quindi le condizioni musicali di quel particolare  “concorso musicale”.

 

Seconda Parte

Nella seconda parte del programma potremo ascoltare una delle due romanze per flauto con accompagnamento di pianoforte scritte da Philipp Gaubert (quella del 1905 quando era ancora allievo di Taffanel al Conservatorio di Parigi) ; il brano è dedicato all’amico “George Barrere” altro allievo assai dotato della classe di Taffanel, che poi  infatti esercitò la professione didattica ed orchestrale  negli U.S.A.   (e dunque  un validissimo compagno di corso di Gaubert).

– Philipp Gaubert (1879-1941)  Romance pour flute et piano (1905) “A mon Amì Georges Barrère”

 Gaubert si distinse subito come solista di flauto ed a soli 15 anni ottenne il “Gran Prix du Conservatoire”; in seguito prese il posto di docente di flauto a Parigi al posto del suo insegnante (Taffanel), per poi lanciarsi in una buona  carriera come Direttore d’orchestra  (incidendo per le etichette francesi dell’epoca dischi celebri come il Concerto per pianoforte e orchestra di Faurè con Margarite Longue al pianoforte o la suite orchestrale per il balletto “ Daphnis et Cloè” di Ravel) ma   nel contempo continuò a comporre numerosi  brani cameristici per flauto di squisita fattura melodica (come appunto la Romanza che ascolteremo).

Chiude il programma una suite di tre brani di Benjamin Godard (noto come compositore di musiche pianistiche fine secolo  molto virtuosistiche e fogli d’album di carattere salottiero). La suite in tre movimenti per flauto è l’unica composizione da lui scritta per flauto e  venne riconosciuta come brano di valore da Marcel Moyse (celebre caposcuola francese del flauto nel dopoguerra)  che incise negli anni trenta il secondo movimento  “L’Idillio” in un celebre disco 78 rpm,   dandone una toccante e mirabile interpretazione. Da quel giorno i tre brani di Godard entrarono per sempre nei repertorio dei flautisti e sino ad oggi (nonostante il brano sia stato composto nel 1890) risulta essere  uno dei brani più eseguiti. La Suite termina  con un Valse che a pieno titolo rappresenta la Belle Epoque Parigina nella sua migliore accezione (sintesi di grazia gioiosa e virtuosismo strumentale)  e non a caso venne  ribattezzato “Gran Valse Belle Epoque”

– Benjamin Godard (1849-1895) “Suite de Trois Morceaux pour flute et piano (1890)
1. Allegretto
2. Idylle
3. Valse 

A seguire cena 

Costo della serata
20 € per i soci di Villa Abbamer
25 € per i non soci
bevande escluse

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