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GUIDO STRAZZA

Biografia

Autore: Manuela Fine
Media: Manuela Fine


Guido Strazza nasce a Santa Fiora (Grosseto) nel 1922.
Negli anni '40 entra in contatto con Marinetti e comincia ad esporre in mostre di Aeropittura. Nel 1942 partecipa alla Biennale di Venezia.
Dopo la laurea in Ingegneria, parte per il Perù e nel 1949 è tra i promotori della "Agrupaciòn Espacio" un gruppo di architetti ed artisti che si occupa della ricostruzione della città terremotata di Callao.
In questo periodo abbandona l'ingegneria per dedicarsi totalmente all'arte. Infatti, nel 1953, a Rio de Janeiro, fa le sue prime prove di acquaforte presso l'incisore Faiga Ostrower.
Nel 1954 torna in Italia e si stabilisce a Venezia dove frequenta Tancredi, Vedova, Bacci, e gli artisti che gravitano attorno alla Galleria del Cavallino.
Nel 1957 si trasferisce a Milano dove ha contatti con Fontana e Capogrossi, collabora inoltre con Sottsass alla progettazione del padiglione Venini alla IX Triennale.
Attraverso i due cicli pittorici Balzi rossi del 1958 e Paesaggio olandese del 1960, Strazza rivela il suo interesse per la metamorfosi delle forme.
Nel 1964 si trasferisce a Roma, frequenta la Calcografia Nazionale diretta da Maurizio Calvesi e inizia ad esplorare il linguaggio calcografico considerando il rapporto tra segno e colore.
Nel 1965 dipinge la Via Crucis per la chiesa di Ponte Lambro a Milano e nel 1968 partecipa nuovamente alla XXXIV biennale di Venezia. Nel 1971 gli viene offerta la Cattedra di Incisione della Nuova Accademia de L'Aquila.
Nel periodo 1974-76 Strazza collabora nuovamente con la Calcografia Nazionale di Roma dirigendo un gruppo di ricerca sul segno, gli esiti di questa indagine confluiscono nel libro Il gesto e il segno (1979).
Dal rigore analitico Strazza passa progressivamente all'interesse per il gesto creativo, inteso come luogo e momento di compenetrazione di progetto e casualità, o meglio, di ordine e non ordine.
Questo intento si esplicita attraverso un percorso che parte dal ciclo di pitture e incisioni Trama quadrangolare del 1979 passando per il ciclo Segni di Roma del 1980, dove vengono realizzate opere in bianco e nero, per arrivare ad un'interazione tra geometria e colore più evidente nel ciclo Cosmati, esposto nel 1982 a Roma, presso la Galleria Giulia, e alla Biennale di Venezia nel 1983.
Nel 1985 diventa direttore dell'Accademia di Belle Arti di Roma, mentre nel 1988 gli viene conferito dall'Accademia dei Lincei il premio Feltrinelli per la Grafica.
Negli anni Novanta partecipa a numerose mostre colletive quali Il segno esemplare. Premesse a nuove tecnologie dell'arte (Roma, 1993) e Matera e i suoi dintorni psicologici (Milano, 1996). Attualmente vive a Roma e i suoi lavori continuano ad essere esposti in tutta Italia.


Approfondimenti
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