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aveva le sue buone ragioni, David, per puntare alla conquista
di Gerusalemme.
La città non era ricca né potente, era lontana
dalle grandi vie di comunicazione, non rivestiva particolari
significati storici ma era un'eccellente fortezza militare
ed era l'ultima ancora in mano ai nemici. Impadronirsene
avrebbe rafforzato la sua fama di condottiero invitto e
la sua autorità regale appena riconosciuta da tutte
le tribù del suo popolo; non appartenendo a nessuna
di esse, nessuno avrebbe avuto da risentirsi se ne avesse
fatto la comune capitale.
Quando il re David vi puntò gli occhi, si ritiene
nel 996 a.C. secondo le più antiche testimonianze
storiche, Gerusalemme era già vecchia di mille
anni ma stando ai reperti archeologici il sito era abitato
da molto prima, dal V° millennio (é quanto
hanno appurato le campagne di scavo del 1978/1982, rinvenendo
tipici crateri e altri oggetti dell'epoca calcolitica)...
Così scrive Roberto Brunelli nel suo "Storia
di Gerusalemme" sulle origini della città. In
ebraico Ir, "città" e shalom, "pace",
cioé "città della pace".
Nella città, nella sua storia e nelle sue costruzioni
possiamo scorgere, nonostante le nefaste notizie che corrono
quotidianamente dell'odio che il genere umano rigurgita
su moltitudini di vittime inermi, l'attitudine ad essere
faro, luce propagatrice di pace per il mondo intero. Dal
passato al presente, verso il futuro le sue mura "parlano
di pace". Sta agli uomini e alle donne contemporanee
acquisire la capacità, la sensibilità per
potersi "sintonizzare" sulla voce che la città
della pace emette, inascoltata.
I suoi simboli, tre in rassegna in questo breve spazio,
parlano di coabitazione pacifica tra le genti: il Muro del
Pianto, che raccoglie da secoli il lamento e le lacrime
del popolo ebraico per le sventure e le violenze subite;
il Santo Sepolcro, che ha accolto le spoglie del Redentore
dei cristiani e la grande Moschea di Omar che domina con
la sua meravigliosa cupola d'oro la spianata del tempio
distrutto dai romani nel 70 d.C.e da dove il Profeta Maometto
ascese al cielo, secondo la tradizione mussulmana.
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