L'idea di portare la scuola nella campagna e con essa l'istruzione e la rinascita sia civile che morale dei suoi abitanti, seppure in una prima forma larvale, venne promossa nel 1904 in seno alla Sezione dellíUnione Femminile Romana (appartenente ad una più ampia associazione Lombarda) allora presente a Trastevere, dal suo Presidente Anna Fraetzel, una giovane aristocratica berlinese, figlia e nipote di illustri medici.
A seguito delle diverse uscite insieme al marito, il noto mariologo Angelo Celli nelle diverse tenute dell'Agro, la stessa Celli constatò il grave stato di abbandono di quelle genti, prive di ogni conforto umano.
Da qui nacque l'ispirazione di provvedere anche allo spirito di quei fanciulli e giovani utilizzando proprio quei pochi luoghi ove era presente almeno una stazione sanitaria della Croce Rossa o del Comune di Roma.
Il Comitato composto da un gruppo di artisti letterati (Marcucci, Cambellotti, Cena, Balla e la scrittrice Sibilla Aleramo ) e con l'aiuto di alcune famiglie della borghesia romana iniziò i primi faticosi passi, adoprandosi in ogni modo per aprire le prime scuole.
Nel 1905 si apre una scuola domenicale e serale allíinterno del Castello di Lunghezza, in un locale al piano terra del palazzo appartenente ai Duchi Grazioli ove anche il comune aveva tentato di tenere un aula rurale, ma senza grande successo.
Ciò non fiaccò l'iniziativa del Comitato che anzi nel 1906 aprì nuove scuole, o meglio, capanne-scuole come nella vicina Pantano Borghese fra la via Prenestina e Casilina, a Granaraccio sulla via Polense (allíinterno del vecchio casale), a Colle di Fuori (Rocca Priora) dopo un primo esperimento a Carchitti e, seppure per un brevissimo periodo, alla Marcigliana sulla via Salaria.
L'anno seguente è la volta invece di Corcolle in una tenuta dei Principi Barberini, senza dimenticare altre località quali Due Case, Capobianco sulla via Tiburtina, Procoio Nuovo, etc.
"Ecco la scuola doveva dare a questi ignoranti e reietti, senza terra, senza anagrafe, una cittadinanza umana e civile. Era questo ben altro assunto che fargli compitare ed eseguire un addizione!
La scuola con tutti i suoi sviluppi diveniva lo strumento non soltanto di assistenza materiale, ma di un affermazione dei diritti sociali, di una denunzia al mondo civile d'una superstite feudalità tanto più iniqua quanto più si esercitava sotto forma di commercio, all'ombra di qualche articolo del codice." (Marcucci).
Un momento di crisi si ebbe nel 1908 per alcuni mancati pagamenti, ma fortuna volle che in aiuto alla commissione provvisoria istituitasi per l'occasione ed allíautorinuncia di denaro da parte di molti insegnanti intervenne direttamente prima il Comune di Roma (amministrazione Nathan), aumentando il sussidio già deliberato da 2000 a 5000 lire e poi il Ministro della pubblica Istruzione Luigi Rava, sbloccando e rafforzando líaiuto precedentemente dato dalla stessa Commissione per il Mezzogiorno.
Per sostenere l'Ente si offrirono diversi amici e personalità dell'epoca fra cui Enrichetta Hertz, Cesare Pascarella, Andrea Costa, Benedetto Croce, Annie Nathan, Leonardo Bistolfi, solo per ricordarne alcuni.
Dopo questa piccola vittoria si decise di realizzare la prima di una serie di giornata definita Festa della Scuola per propagandare ancor più l'opera con l'esposizione di lavori effettuati durante il passato anno scolastico dagli alunni.
Si convenne di definire líincontro alla seconda domenica di giugno, allíinterno della tenuta Borghese di Pantano dove convennero festose, tutte le scuole fra cui quelle di Osa, Lunghezza, Pallavicina, Laghetto, Colle di Fuori, Torrenuova, Castiglione con piuí di 400 famiglie ed oltre un centinaio di personalità invitate da Roma. Nello stesso anno si aprivano nuove scuole serali anche sulla Salaria, Tiburtina e nel grosso villaggio di capanne di Marcelli nella tenuta di San Cesareo (all'interno di un vecchio granaio), poi visitata con soddisfazione dallo stesso Ministro Rava e della Commissione per il Mezzogiorno.
La direzione amministrativa passò al Marcucci, mentre Cena mantenne sino alla morte (1917) la cura dei rapporti diplomatici per la richiesta di offerte e sussidi al Comune ed ai suoi amici. Gli stessi insegnanti, con spirito umanitario, pur di tenere le brevi lezioni nei posti più sperduti si dovevano accingere ogni volta a raggiungere "a scuola" in treno, bicicletta, a piedi, scavalcando fossi e staccionate ricevendo in cambio il solo rimborso del viaggio.
L'opera artistica del Cambellotti venne posta gratuitamente a decorare ambienti ed illustrazioni scolastiche per i ragazzi (libri, sillabari), che, il Marcucci stesso perfezionava in mirabili opere didattiche allíora all'avanguardia.
Nel 1911, in occasione della grande Mostra ai Prati di Castello per il Cinquantenario dell'Unità, i Sovrani visitarono con meraviglia le attività delle scuole, ricreate in uníapposito padiglione provvisto di capanna-scuola.
Giacomo Balla si offrì gratuitamente realizzando un ritratto di Leone Tolstoj e dodici vedute della campagna romana che furono acquistate dal Comune di Roma.
Nello stesso anno della mostra romana, grazie alla tenacia del Cena ed alla raccolta di 400 lire effettuata volontariamente da ognuna delle 40 famiglie di contadini del villaggio di Colle di Fuori (somma poi incrementata a 2000 lire), nasceva la prima scuola stabile in muratura,
decorata con dipinti e maioliche da Cambellotti e visitata con grande commozione nel maggio del 1914 dal Ministro della Pubblica Istruzione ed Eleonora Duse nel luogo rinnovato con l'auspicante nome di Concordia.
Dalle 90 scuole del 1917, l'Ente, poi delegato in via ufficiale nel 1924, passa a quasi 2000 scuole ed asili d'infanzia presenti in tutto il centro Italia, ma è un breve periodo di fulgore: siamo ormai prossimi allíavvento del Fascismo ed al progressivo fagocitamento e soppressione (specie nello spirito) di questo operato umano, prima passato all'Opera Nazionale Balilla ed infine alla Gioventù Italiana del Littorio.
Nel 1926 si inaugura a Scauri (presso Formia) il nuovo asilo díinfanzia intitolato alla madre del Ministro Pietro Fedele, Angiolella di Luigia ispirandosi a motivi architettonici locali, mentre gli interni come in tanti altri casi furono adornati dallíestro artistico del Cambellotti. Alla costruzione concorse direttamente con una cospicua offerta anche la Dott.sa Maria Montessori che la definì "una delle più belle e complete case dei bambini" fra quante aveva diffuso e visitate nel mondo.
Nel 1927 è la volta della scuola più vicina a Roma, a Torrespaccata sulla Via Casilina (ora Torre Maura) definita a modello dell'edilizia rurale dallo stesso Marcucci il quale vi volle affiancare successivamente l'erezione del proprio villino-residenza, aperto nel 1937 come asilo díinfanzia intitolato a Manno Manni.
Per l'occasione inoltre, si inaugurò nella stessa giornata alla presenza di diverse autorità, fra cui lo stesso Fedele, anche la prossima scuola di Borghesiana (ora Finocchio).
Agli inizi del 1936 comunque, buona parte delle scuole un tempo delegate all'ente erano già fascistizzate mentre restavano ancora 42 sezioni di Asili d'Infanzia che con un colpo di spugna ed un provvedimento definito "illegale ed ingiusto" dallo stesso Direttore delle scuole, scioglieva (giugno 1942) addirittura il Comitato direttivo e nominava un Ispettore generale in funzione di Commissario.
Ai primi di marzo del 1943 la storia di questa grande epopea poteva dirsi finita, ma di lÏ a pochi mesi il rovesciamento ormai in corso della guerra portò al crollo di quello stesso regime che tanto aveva osteggiato ogni tipo d'iniziativa che non fosse in qualche modo controllata e la stessa guerra coinvolgerà nella distruzione parziale o totale molte delle opere che avevano ornato per anni le modeste aule dei poveri, ma onesti campagnoli.