Quella dei Castelli Romani fu una capillare rete tranviaria, vasta 72 km e dotata di 56 fermate, il cui ruolo divenne essenziale per le comunicazioni tra Roma e i diversi centri serviti, come pure per il suburbio romano attraversato lungo le vie Tuscolana, Anagnina ed Appia. I vari collegamenti, ideati per buona parte sin dal 1899 dalla S.T.F.E.R (Società Tranvie e Ferrovie Elettriche di Roma), furono istituiti tra il 1906 e il 1916 permettendo così ai Romani di raggiungere agevolmente Grottaferrata, Frascati, Marino, Genzano, Castel Gandolfo, Albano, Ariccia,Genzano, Lanuvio, Velletri e, servita da un'apposita funicolare, anche Rocca di Papa.
Ad ogni ora, dal capolinea situato presso la stazione Termini, nell'attuale via Giovanni Amendola, partivano convogli ricolmi di gitanti e molte furono le famiglie romane che agli inizi del '900, grazie all'esistenza della tranvia, decisero di edificare nella zona dei Castelli delle residenze per la propria villeggiatura.
Ai viaggiatori per diletto riusciva assai gradito il viaggio a bordo di un particolare tipo di vettura, detta "imperiale" o "ad imperiale". Sulla copertura di questo mezzo trovava collocazione un secondo piano, dotato di panca in legno, da cui si poteva godere un'ottima visione del paesaggio attraversato, come pure delle antiche vestigia, più volte sfiorate lungo il tragitto nella Campagna di Roma. La tranvia conobbe la maggiore efficienza negli anni '30, mentre il suo crescente declino si registrò a partire dagli anni '50, quando in alcune tratte vennero sostituiti i tram con gli autobus. Quindi, piuttosto che contrastarne il declino dando corso ai piani di ammodernamento, da tempo sviluppati dalla società di gestione della tranvia, si preferì sopprimere anche l'ultima tratta, La Roma-Albano-Genzano, all'alba del 1965. Da allora i "trenini" bianco-azzurri entrarono nel grande cassetto della memoria collettiva laziale, mentre rimasero in esercizio le sole tratte urbane della tranvia: la Termini-Capannelle, chiusa al traffico nel 1978, la Termini-Cinecittà, sopravvissuta fino al 1980, anno in cui venne inaugurata la metropolitana - linea A - che di quest'ultima relazione ricalca il percorso. Oggi, a ricordare questo antico legame, un'antica elettromotrice tranviaria è esposta al capolinea metropolitano di Anagnina. La società Met.ro, che gestisce la metropolitana ed è l'erede della S.T.F.E.R (chiamata pure S.T.E.F.E.R a partire dal 1941), sta curando attualmente l'allestimento del Parco- Museo, situato alla stazione ferroviaria di Porta S.Paolo (linea Roma-Ostia), nel quale sono esposti altri rotabili già in uso sulla tranvia dei Castelli.
Binari nella Campagna di Roma
Lo sviluppo delle ferrovie, piuttosto tardivo nelle stato Pontifcio, ebbe inizio il 7 luglio 1856, quando il primo convoglio mosse da Roma con destinazione Frascati. Nel 1859 fu poi inaugurata la linea per Civitavecchia, cui seguì tre anni dopo quella per Velletri, e nel 1866 della Roma-Orte. L'apertura al traffico della linea Albano-Nettuno, avvenuta nel 1884, pose termine all'isolamento di una parte significativa dell'Agro e determinò un nuovo assetto alle due cittadine costiere di Anzio e Nettuno, nonché un contributo alla lotta antimalarica.
Alla fine del XIX secolo l'estensione della rete ferro-tranviaria riguardò anche le sedi stradali, sulle quali trovarono collocazione un centinaio di chilometri di binari, al fine di facilitare il trasporto dei materiali per uso edile, indispensabili all'espansione della Capitale, quali: pozzolana, travertino, selce, calce, ecc. Simili tranvie, caratterizzate da un forte traffico merci e un meno frequente viaggiatori, si potevano scorgere lungo la via Tiburtina, Flaminia e fra Roma e Marino. Un ruolo particolare ebbero agli inizi del '900 la rete tranviaria dei Castelli Romani - sviluppatasi lungo le vie Tuscolana, Anagnina ed Appia - nonché la rete a scartamento ridotto Roma-Fiuggi-Frosinone, inaugurata nel 1917. Questa serviva già negli anni '20 i sobborghi di Centocelle, Torre Spaccata e Torre Gaia, cioè i nuovi centri di colonizzazione, realizzati in seguito alla frammentazione dei latifondi presenti lungo la via Casilina. Gli anni '20 vedono infine la realizzazione di due importanti ferrovie: la Roma-Ostia e la Roma-Formia-Napoli che attraversa il tipico paesaggio della Campagna Romana.