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REMO REMOTTI

Io, l'artista

Autore: Remo Remotti
Media: By courtesy of the artist


Ad un certo punto della mia vita, mi sono accorto di essere un creativo. Per me la creatività è stata un'ancora di salvezza contro i lavori routinari e ripetitivi. La vita è divenire e bloccarla in una situazione statica è contro natura. Bisogna fare un lavoro che ci renda felici e che ci dia gioia di vivere. Bisogna essere pagati per un lavoro che faremmo anche gratis.



Un lavoro che non sia un "lavoro" ma un gioco, un divertimento.
Il nostro guru Osho ci spinge a vivere la nostra vita come un gioco. In inglese il verbo "to play" vuol dire giocare ma anche suonare o lavorare a teatro. E lo stesso dicasi per il francese o il tedesco. Ed ecco infatti che i pianisti e gli attori suonano, attuano e giocano. Il privilegio dell'artista è quello di essere pagato per un'attività che lo rende felice. Ma questo accade solo nell'arte.? Non è detto. Qualsiasi lavoro può renderci felici. Anche il lavoro di un pornodivo, per esempio. Un cuoco è estremamente creativo. Siamo tutti prefabbricati grazie alle numerose reincarnazioni che abbiamo alle spalle. Per quanto mi riguarda, io sono un artista. Come tale mi esprimo vuoi con la pittura e la scultura, vuoi come attore, vuoi come scrittore o poeta umoristico. Come pornodivo non ce la faccio. In tedesco arte si dice "kunst" e la radice, l'etimologia è il verbo "kennen" che vuol dire conoscere. L'arte è il pensiero, è la conoscenza ed è questo che la distingue dal lavoro artigianale. Si può essere un bravo pittore ma non un grande artista. L'artista secondo me ha una marcia in più spesso collegata ad un pizzico di follia.
Personalmente non ho problemi perché sono stato ricoverato tre volte in cliniche psichiatriche. Dino Campana ha trascorso la sua vita in manicomio. Alda Merini solo dieci anni. Antonin Artaud è stato sottoposto a suo tempo a elettroshock mentre il sottoscritto a coma insulinici. Nietche è morto in manicomio, mentre Van Gogh -dopo il ricovero - ha preferito il suicidio. Secondo me Leonardo e Michelangelo sono stati artisti confinanti con le sfere celeste. Non erano artisti e basta, erano degli angeli e Michelangelo lo era anche di nome. Era l'angelo Michele. Ambedue erano omosessuali. Leonardo ebbe il processo per sodomia per il quale risultava oltretutto che lui non aveva mai avuto rapporti con una donna. L'arte dunque è pensiero. I napoletani- scusatemi- dicono: "il cazzo non vuole pensieri" invece gli artisti pensano e forse per questo, anche se possono essere attivi sessualmente, non possono essere dei pornodivi. Spesso e volentieri specialmente i pittori frequentano le prostitute. Basti pensare a Bukowsky, a Toulose Lutrec, a Otto Dix, a Henry Miller e al sottoscritto. Renato Guttuso invece preferiva donne serie e infatti ebbe una lunga relazione con la signora Marta Marzotto. Un generale di Hitler fu destituito quando si seppe che la sua bella moglie era una ex- prostituta. Anche Gesù - con la Maddalena- frequentò prostitute probabilmente castamente. Per quanto mi riguarda la mia creatività artistica, io ho molto sense of humor ed uso soprattutto quello. Mi piace far ridere, fare il clown e lo faccio da professionista, ossia seriamente. Ma ovviamente anche i clown sono persone serie. Marx era serio ma erano seri anche i fratelli Marx che facevano ridere. Il mio grande guru Osho ci ha lasciato detto di guardarsi dalle persone troppo serie. Una delle persone più serie del secolo scorso- a parte Buster Keaton- è stato Adolf Hitler. E, a dire il vero, Hitler è stato anche un pittore.
Ma un pittore serio senza un pizzico di follia. La sua follia- a nostre spese- l'ha tirata fuori nel suo fare politica.


Approfondimenti
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