Curata da Kristina Herrmann Fiore, prodotta dall'Azienda Speciale Palaexpo,
Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma, Assessorato Cultura,
Spettacolo e Sport della Regione Lazio, in collaborazione con la Soprintendenza
Speciale per il Polo Museale Fiorentino, la Galleria degli Uffizi, il Gabinetto dei
Disegni e delle Stampe degli Uffizi e la Soprintendenza Speciale per il Polo Museale
Romano, con il sostegno della Compagnia di San Paolo -in veste di ente promotore
e con il supporto di Acea, si apre a Roma il 10 marzo (Scuderie del Quirinale, fino al
10 giugno 2007) la mostra Dürer e l'Italia.
Un'esposizione che permetterà al pubblico di conoscere più da vicino l'arte di
Albrecht Dürer, non soltanto come maestro di grafica stampata, ma anche come
brillante pittore, acquerellista e disegnatore. Si tratta infatti della prima mostra in
Italia dedicata al geniale artista del Rinascimento in un'ottica complessiva.
Nel percorso espositivo vengono proposti più di 20 dipinti originali di Dürer, 10
acquerelli, 33 disegni, 58 stampe originali, 3 dipinti di controversa attribuzione, messi
a confronto con altre opere di artisti italiani, per un totale di più di 200 opere.
La mostra intende infatti indagare i rapporti tra il genio di Norimberga e la
produzione artistica del nostro Paese, all'insegna di una reciproca ispirazione perché,
come scrive la curatrice, Kristina Herrmann Fiore: ĞDa una parte le teorie artistiche e
l'arte italiana contribuirono in modo fondamentale alla formazione della specificità
dello stile di Dürer, mentre dall'altra, attraverso la diffusione delle sue famose stampe
e pubblicazioni, egli offrì agli artisti del Cinquecento e del Seicento una ricca miniera
di ispirazioni, diventando uno dei pilastri della cultura figurativa italianağ.
Nel percorso espositivo si potrà così percepire, da un lato, quanto Dürer abbia
riflettuto sulla grande arte italiana e quanto ne abbia recepito, dall'altro rintracciare il
suo influsso su artisti come Pontormo, Raffaello, i Carracci, Caravaggio e i
caravaggeschi fino a Domenico Fetti e Carlo Maratta.
Il primo piano delle Scuderie sarà dedicato alla tematica dell'influenza sull'arte di
Dürer di artisti italiani quali Bellini, Mantegna, Leonardo, Agostino da Lodi, Jacopo
de' Barbari ed altri, in cinque sale articolate secondo i seguenti temi: "L'arte del
ritratto"; "La scoperta della figura umana attraverso l'arte antica"; "Lo studio della
natura, delle piante, degli animali e del paesaggio"; "La pittura religiosa"; "I lavori
per l'imperatore Massimiliano I".
Il secondo piano illustrerà invece il lascito di Dürer molto sinteticamente attraverso
alcuni esempi.
Inoltre, scrive ancora Herrmann Fiore: ĞLa produzione di Dürer, attraverso la
diffusione delle stampe in tutta Europa, e non solo, era diventata la miniera ricca di
invenzioni da sfruttare nelle più varie occasioni dagli artisti del Cinquecento e del
Seicento anche in Italia e proprio la mostra fa comprendere come dal microcosmo
delle stampe, spesso anche molto piccole, si sia potuta trasmettere una invenzione
compositiva ad opere di grande formato. E questo è un fenomeno generale in Italia
che non si limita a Venezia, ma raggiunge immediatamente all'inizio del Cinquecento
anche regioni molto lontane includendo la Sicilia. Tale tematica non è mai stata
oggetto di una mostra ad eccezione di una iniziativa a Norimberga dedicata però
esclusivamente all'arte dell'incisioneğ.
La mostra è stata possibile grazie alla collaborazione con il Polo Museale Romano e
con il Polo Museale Fiorentino e, in particolare, con la Galleria degli Uffizi e il
Gabinetto delle Stampe e dei Disegni degli Uffizi. Da quest'ultimo provengono, tutta
una serie di incisioni e disegni di Dürer appartenenti alle collezioni medicee, mentre
la Galleria degli Uffizi ha prestato un numero eccezionale di opere, fra cui la
significativa e commovente "Adorazione dei Magi", appositamente restaurata per
l'occasione, il ritratto di Albrecht Dürer il Vecchio, oltre a quelli degli apostoli
Giacomo e Filippo. Altre opere di Dürer sono giunte dai principali musei tedeschi, da
Vienna, da Washington, da Madrid e da Londra e da tutte le collezioni italiane.
La mostra è posta sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e
gode del patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Federale di Germania a Roma.