In esclusiva per Sguardi.info l'artista Ennio Tamburi descrive la sua arte attraverso la poesia
IL LUOGO
Immersione profonda giù - giù
giù - su l'acqua dilaga profumo spende
e spande ride e colora d'infinito l'ombra
lo spazio oscilla come gocce insistenti
fluida zampilla la luce
La favola inizia da qui a lì
come polvere d'indaco sospesa si posa
appare svanisce lucida - opaca
si rincorre nell'acqua saltella si calma
si adagia si quieta polvere nota
sembra non è - sembrava chi è
Nuova e sorpresa esce esce dal fluido
torpore nell'attesa diversa com'era
Sorpresa l'acqua cammina cammina
continua continua nascosti segreti in
abissi profondi colori colori ciò che
non è quello che è cos'è
Sopra/ l'onda si china e risponde
si rincorre frastuono l'orizzonte pulito
per bollicine colorate riprende fiato
portate dal vento parole
L'acqua ristagna nell'attesa si asciuga
visione stupore delusione impossibile certezza
Goccia su goccia un mare una stagno
il suono del gong increspa superfici perlate
come turchesi nel vento smeraldi
Guizzi di luce e segrete antiche paure
risalire risalire nascosto pudore di corpo
bagnato
gli occhi aperti sott'acqua
di fermate improvvise di cose finite
Poi il Bianco tenero avanza piegato di lato
piano piano forte forte ammanta nasconde
ogni cosa vorrebbe immobile ansia il tempo
che avanza la danza inutilmente
sommerge trasborda - scolora - riaffiora
si tende invitante armonia misteri
velati segreti svelati - la formula
magica
la fiaba è finita l'acqua che s'alza
che s'alza - che s'alza - che salza
l'onda che avanza L'immersione
continua.
IL SEGNO
Il linguaggio dei segni contrapposti
Segni schieramenti schierati per forme
e analisi simulazioni di efficienze
"sospette" segni geometrici l'un contro
l'altro gioco di forme difese -
offese - intese luogo immaginario da
difendere logica e strategia
offensiva la sicurezza del "posto" li dove
lo spazio è aperto a se stesso
Geometrie pensate per vere, immaginate per
essere quello che è o sembrare quello
che non è finzione gioco movimento
direzioni o luoghi immaginati o immaginari
Tanti segni che contano e si contano
nel tempo tanti "punti fermi" tanti in
ordine compatto come parole che abbiano
il senso un senso in ordine sparso
una casualità non tanto casuale sulla carta
mappe di luoghi impossibili Segni
d'acqua sull'acqua scansione del tempo
uno per uno geometrie dell'inganno
reali ed impossibili forme per dar "segno"
nel quadrato prevedere la mossa.
Identità come "puntini" come puntini secondi
Partita simulata sul quadrante del tempo
la folla dei segni riconosce se stessa
algebra ricorrenza dei numeri memoria
del contare uno per uno ossessiva ritmica
forma Scandita dal tempo Contare
per contare tutti uguali allineati per
riempire le file contare per contarsi -
conto ogni volta daccapo - riconto - conto
geometrie dell'assurdo giocare sulla
sorpresa simulare sorpresa messaggi
cifrati come la falsa mappa del tesoro
mai trovato l'identità è solo estetica
puntini su puntini fino ad un punto solo
uno dinanzi all'altro a voi la prima
mossa/ tanto è lo stesso File sottili
di puntini seguono un capo che non c'è
all'infinito...l'acqua profonda
inonda lo spazio puntini allineati
o sparsi forme geometriche che
sembrano vere o forse lo sono
Quanti sono .faccia a faccia
puntini neri si guardano intorno
osservano si osservano occupano zone
nell'acqua colorata tanti
il senso è nell'aria si fermano
riprende il percorso segnato o sognato
occupano "ENCLOS" differenti i limiti
della forma e del senso maschile -
femminile il gioco continua si contano
uno - due - tre - trecentomila - e uno
rettangoli - cerchi - quadrati colori d'acqua
sul fondo fondo fondo non si vede
il fondo vanno in gruppo
si toccano - a volte punti parole
avere la chiave per entrare lasciare la
porta aperta per uscire.
Il segno l'archetipo fluttua
nello spazio simboli "madre" punti neri
allineati profondo smarrimento su letti
morbidi - liquidi il vuoto intorno
negare lo smarrimento la logica
la geometria come poesia..
I miei disegni non sono dei disegni
ma dei documenti, bisogna guardarli
e capire quello che c'è dentro.
Antonin Artaud