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WASSILY KANDINSKY

Kandinsky e l'astrattismo in Italia 1930 - 1950

Autore: By courtesy of fondazione Antonio Mazzotta
Media: By courtesy of fondazione Antonio Mazzotta


Palazzo Reale presenta, dal 10 marzo al 24 giugno 2007, la mostra Kandinsky e l'astrattismo in Italia. 1930 - 1950 , curata da Luciano Caramel. L'esposizione, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, è prodotta da Palazzo Reale in collaborazione con la Fondazione Antonio Mazzotta. Hanno contribuito all'evento anche alcune importanti realtà private come Vodafone Italia e The Westin Palace.


Weisse Zickzacks, 1922 ,Olio su tela, 95x125 cm

Weisse Zickzacks, 1922, Olio su tela, 95x125 cm


L'11 gennaio del 1947 si apriva sempre a Palazzo Reale di Milano la grande rassegna Arte astratta e concreta: la prima grande mostra in Europa di arte astratta dopo la fine della guerra, dove Kandinsky era uno dei maestri europei presenti, accanto agli italiani Bassi, Bonini, Licini, Mazzon, Munari, Rho, Ettore Sottsass e Veronesi. L'esposizione stimolò il dibattito sull'astrattismo, che si opponeva ai realismi allora largamente fortunati in Italia.
Dopo esattamente 60 anni il Comune di Milano vuole rendere omaggio con questa mostra al grande artista russo e nello stesso tempo analizzare e dimostrare i suoi forti legami con l'arte astratta in Italia tra il 1930 e il 1950.
Wassily Kandinsky (Mosca 1866 - Neuilly-sur-Seine/Parigi 1944) è stato infatti un punto di riferimento fondamentale per l'arte astratta italiana degli anni Trenta (in particolare tra il 1934 e il 1935) e Quaranta (soprattutto tra il 1947 e il 1950), fino all'inizio degli anni Cinquanta, nonostante i suoi rapporti con l'Italia e l'arte italiana siano stati sporadici, così come i suoi viaggi.
Per la prima volta una mostra ricostruisce questo legame attraverso uno straordinario nucleo di 42 opere di Kandinsky (oli su tela, acquarelli e pastelli) realizzate negli anni del suo insegnamento al Bauhaus, fino alla sua chiusura nel 1933, e successivamente durante il periodo parigino, fino alla sua morte nel 1944.

Composizione VII, 1913Olio su tela, cm. 200x300 Mauro Reggiani, Composizione n. 3, 1935, Olio su tela incollata, cm 53x85

(a sinistra) Composizione VII, 1913, Olio su tela, cm. 200x300 (a destra) Mauro Reggiani Composizione n. 3, 1935,Olio su tela incollata, cm 53x85


Apre il percorso espositivo l'opera Composizione VII del 1913 proveniente dalla Galleria Tretjakov di Mosca. Capolavoro degli anni monacensi, il dipinto è la summa del pensiero e dell'arte di Kandinsky, frutto com'è di anni di speculazioni e di ricerca, ed è al contempo la matrice di tutto ciò che verrà. Questo dipinto monumentale, enigmatico, complesso, apparentemente caotico ma in realtà retto da un ferreo equilibrio interno di forme e colori, è un vero cardine nella sua opera, da cui non si può prescindere per ripercorre, come si propone di fare questa mostra, il cammino di Kandinsky nella seconda metà della sua vita d'artista.

Bruno Munari, Un punto azzurro, 1937,Olio su tavola, cm 43x43

Bruno Munari, Un punto azzurro, 1937,Olio su tavola, cm43x43


Il curatore Luciano Caramel ha voluto incentrare il percorso espositivo puntando su due mostre che hanno segnato la storia della conoscenza dell'opera di Kandinsky in Italia negli anni trenta e quaranta: quella alla Galleria del Milione del 1934 a Milano (dove Kandinsky presenta, per la prima volta in Italia, 45 acquarelli e 30 disegni realizzati dal 1924 al 1933) e la retrospettiva alla Biennale del 1950, basata essenzialmente sulla collezione di Nina Kandinsky.
Il richiamo a queste due esposizioni permette da una parte di chiarire le basi del "fenomeno Kandinsky" in Italia, dall'altra consente l'approccio a due momenti del percorso kandinskiano basilari, come il decennio Bauhaus e il successivo periodo parigino. Il linguaggio formale sviluppato da Kandinsky all'inizio degli anni Venti attraverso l'uso delle forme geometriche che sostituiscono gli elementi ricorrenti durante il periodo del Blaue Reiter (cavalli e cavalieri, barche, troike, montagne e Kreml), è infatti il perno della ricezione dell'artista in Italia, non meno della sua lezione appassionata sul colore, sviluppata nello Spirituale nell'arte.
L'arte astratta italiana del ventennio tra il 1930 e il 1950 è testimoniata in mostra da circa 170 opere di 52 artisti divisi in due nuclei principali e in varie sottosezioni: Gli anni Trenta e i primi anni Quaranta mentre la seconda parte riguarda La seconda metà anni Quaranta e i /primi anni Cinquanta.

 

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