NAPOLI
UN VIAGGIO ATTRAVERSO IL TEMPO
Autore: Alan Pinninger
Media: Alan Pinninger
Arrivando
all'aeroporto di Capodichino o alla stazione ferroviaria
di Piazza Garibaldi non si può immaginare che si
stia entrando in un mondo pre-Cristiano.
Napoli, la più vecchia città d'Europa,
è l'unica civiltà del mondo antico che sopravvive.
I computers, le automobili, le lavatrici ed i frigoriferi
sono soltanto una moderna esteriorità.
I Napoletani sono i discendenti degli abitanti di una città
costruita su progetto dell'architetto greco Hippodamus di
Mileto nel 600 a.C..
Molti di loro hanno gli stessi cognomi che si trovano sulle
tombe di Pompei o di Ercolano.
Alcune cose descritte da Omero si possono ancora ritrovare:
per esempio nelle feste si divide il cibo in grandi porzioni
come simbolo di amicizia.
A Napoli la famiglia ha il dovere di seguire un proprio
codice comportamentale: escludendo lo Stato, ritiene di
avere il diritto di punire un'offesa contro un membro
della propria famiglia con la vendetta.
E' una città che ha subito invasioni infinite.
Prima i Greci e i Romani. Virgilio ha scritto le Georgiche
a Castel dell'Ovo, residenza di Lucullo. E Nerone
ha cantato in un teatro.
Quando Napoli fu occupata dalla Chiesa seguì un lungo
periodo buio.
La città aveva già milleottocento anni quando,
in contrapposizione al seminario Papale di San Domenico
Maggiore dove aveva insegnato S. Tommaso d'Aquino,
Federico II fondò l'università per formare
i suoi avvocati.
La gloria del Monarca Francese Angioino aveva portato
Petrarca e Boccaccio a viverci e a scrivere sulla città.
Il dominio spagnolo ,durato quattrocento anni, ancora oggi,
dà a Napoli il suo lato scuro, religioso e violento.
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