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LUIGI BILLI

Io, l'artista

Autore: Luigi Billi
Media: Luigi Billi



"Talvolta mi viene chiesto quale sia il legame del mio operare artistico in quindici anni di lavoro.
Di getto risponderei: «I ricordi..»
se il tono del mio interlocutore inclinasse alla domanda e presupponesse una risposta.
Alcuni faticano a trovare 
il 'filo di Arianna' della mia poetica e della mia politica
e tengono a dirmelo sotto forma di
domande-senza-punti-interrogativi.
Facendo un lavoro socialmente poco protetto e talvolta precario, credo giusto spaziare tra i suoi vantaggi.
Considero che uno di questi sia il poter conservare uno sguardo aperto verso la propria realtà.
Questo atteggiamento dai presupposti anarchici crea incertezza in chi -entrando in una galleria, come in una casa- ama riconoscere 'al primo sguardo'
l'Autore di un dipinto o di una fotografia.
Possiamo dire che la riconoscibilità rincuora il mercato."

"Quasi la domanda sociale all'operare artistico sia contraddittoria: da un lato il compiacimento per una libertà senza dottrine e la delega all'uso della fantasia, dall'altro la richiesta di una rassicurazione: tu sei questo, tu fai questo.
Ci sono nel mio lavoro due comuni denominatori, che vale forse la pena di sottolineare e di spiegare. Il primo è la fotografia.
Sono attratto dal senso democratico, insito nella  fotografia come mezzo espressivo.
Per scattare una corretta istantanea non occorrono  speciali preparazioni tecniche, studi specifici.
E questo, se confrontato con la pittura  (strumento classico delle arti figurative) rende il mezzo fotografico  un'arte popolare, ad ampio spettro di utilizzo.
A dir la verità non provo particolari emozioni a lavoro finito, neanche dopo che ho restituito al pubblico la mia opera.
Non mi sento legato a ciò che regalo, a ciò che mi è costato sacrificio.
E quindi è solo il momento della concezione, se vuoi del concepimento, non del parto, a darmi emozione: intravedere una VIA che mi porterà a fissare un obiettivo, questo sentiero tutto da scoprire..fino alla trasfigurazione; un sentiero indicatomi dall'intuizione, dall'immaginazione che  mi porterà in un luogo sconosciuto della mia mente.
Lo stesso paesaggio, riprodotto pittoricamente e  fotograficamente, si differenzia  non solo per il grado di realismo, ma anche e soprattutto per la distanza psicologica che intercorre tra l'oggetto e il suo osservatore.
Ho appreso per esperienza personale che la memoria visiva di molte persone che mi sono  care, non attinge direttamente dalla memoria della realtà  passata, ma dalla memoria di una fotografia che li ritrae."

Luigi Billi
www.luigibilli.com

 

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