Nasce
a Orciano, provincia di Pesaro nel 1930. Si trasferisce a Milano
con la famiglia e già nel 1954 è noto come artista
e creatore di gioielli insieme al fratello Arnaldo, dal quale
si separa artisticamente per approfondire la ricerca dei Segni
e del far segni, rilievi a cui darà il nome di Fluidità
Contrapposte. Negli anni sessanta continua il suo studio lavorando
alle superfici in tensione, che gli procurano il primo premio
per la scultura per Giovani artisti di Parigi e che diverranno
tematica primaria del suo lavoro per gli anni a venire. Nel
1965 sono oggetto di analisi le Folle, i Radiali. Per i successivi
dieci anni lavora la pietra e il marmo, trasformando le tensioni
in torsioni. Nel 1977 crea la sua prima grande opera pubblica,
il Piano d’uso collettivo, dedicata alla memoria di Antonio
Gramsci. Gli anni ottanta sono caratterizzati da nuovi lavori
frutto di un diverso percorso di studi e di una lunga meditazione,
che danno vita al ciclo di Hermes. Il 1996 è l’anno
dei Soli e soprattutto di un gran numero di disegni e dipinti
su carta di notevoli dimensioni. Nel 2000 viene pubblicata la
monografia di Giò Pomodoro. Nell’aprile del 2002
l’International Sculpture Center gli conferisce il premio
alla carriera, è il primo italiano a riceverlo. Muore
nel suo studio il 21 dicembre del 2004.