"The Dreamers"
2002
olio su tela
105 x 131
Biografia Chiara Abbaticchio
Formazione
Consegue la maturità artistica nel 2002 presso il Liceo Artistico Statale.
Nel 2003 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Roma, al corso di Pittura,
tenuto dal prof. Costantino Baldino, dove attualmente frequenta il quarto anno.
Esperienze
Nel 2000 riceve una menzione speciale nel concorso Stop al vandalismo grafico, indetto dal Comune di Roma contro l'abusivismo grafico, con l'opera 'Picasso l'avrebbe fatto?';
Nello stesso anno vince il primo premio per la realizzazione del Simbolo per la circoscrizione X-Cinecittà.
Partecipa e viene selezionata per la Prima Estemporanea di Pittura: il paesaggio urbano;
arriva decima al Concorso Internazionale di Pittura ad Acquerello Sinaide Ghi con l'opera 'Lo scoglio';
allestisce mostre a Piazza Navona dove, all'interno dell' Ambasciata del Brasile, é custodito un suo schizzo.
Nel 2001 partecipa alla Biennale Internazionale dell'Umorismo nell'arte
sul tema de Il dubbio e al Concorso Nazionale di Grafica e Umorismo 'In vino Veritas'.
Nel 2002 partecipa al Concorso di Pittura Estemporanea Trasimeno e Dintorni indetto dal C.A.T.
(Club Amanti del Trasimeno).
Mostre e rassegne
2005 - dal 28 giugno al 15 luglio - Incontro con l'Accademia - Collettiva presso l'Associazione culturale Arte Fuori Centro - Roma
2005 - dal 17 settembre all'8 ottobre - Femina - Collettiva presso Galleria Ashanti - Roma
2005 - dal 15 al 22 ottobre - Personale presso l'Associazione Culturale Castellana Ristorare - Frascati
Come si fa? Spiegarvi come io dipingo?? Ci provo...
Prima c'é l'idea e poi il braccio che la segue... la superficie e l'occhio che la abbraccia... colori ombre linee e contorni (mi piacciono ancora i contorni, sono rassicuranti) che mi chiamano, mi battono in testa...vogliono uscire: sono i miei scorci sul mondo. Non ricerco pesantezza, né tecnicismi così freddi da scadere nel decorativismo.
Mi piace pensare che l'opera d'arte debba essere qualcosa che scaldi lo spettatore, nel bene o nel male. Che gli dia una smossa o che gli provochi un turbamento.
Un'opera troppo tecnica non può emozionare...Si, il virtuosismo si.
Il virtuosismo della pennellata, il suo scandagliarsi nel colore...la compenetrazione nella linea, nelle linee. Il giusto equilibrio.
Cerco l'esattezza della linea nell'esplosione del colore. Cerco di dipingere le emozioni. La vita si Muove attraverso le Emozioni. E io tento di afferrarle e imprimerle sulla tela. Ci provo attraverso i miei corpi di donna. Dipingo le donne e il loro cammino nel Mondo. Cerco le loro sensazioni, ogni colore é una nota.
I Rossi, i Verdi, i Gialli i Blu:la sinfonia é meravigliosa
Sono tristi, arrabiate, provocatrici angosciose, sono annoiate, sono amanti...fuse nel colore che stabilisce la dimensione. E' l'espressione.
I miei primi piani sono per loro...dipingo quello che conosco...l'uomo lo sto ancora studiando. Il corpo di una donna é il mio corpo.
Voglio dipingere gli specchi dell'anima, il narciso non é poi così infranto... o meglio le mie narcise..che si muovono sulla mia tela in un ritmo crescente, si assestano sullo sfondo in attesa...immischiate nella penombra che non é mai nera, o si impongono allo spettatore nella loro complessità. Hanno mille sfaccettature ...da vedere.
Alla fine le parole non hanno poi così tanto peso o senso perché una pittrice si giudica dalle sue opere.. Io non sono una pittrice concettuale.