Per me la musica é qualcosa di totalmente astratto e allo stesso tempo un processo di sintesi di un percorso razionale di pensiero.
La Ricerca é il motore del mio impulso creativo: grazie ad essa scopro una realtà che ha bisogno di essere descritta nella sua complessità attraverso un linguaggio profondo e cangiante.
L'arte ha bisogno di conoscere la mia intimità e mi spinge ad allargare gli orizzonti per ritrovarla in me stesso.
Nel silenzio ritrovo il suono e in esso un nuovo sogno.
Non so' quando é cominciato il mio viaggio verso il pianeta musica: forse é stato il desiderio di mio padre (musicista, sassofonista) a volerlo prima ancora che nascessi.
Credo che l'incipit contenga il vero senso delle cose, anche se una realtà cosi' complessa come la vita si muove secondo articolate regole di casualità.
Comunque sia, avevo 5 o 6 anni quando ho visto il pianoforte per la prima volta e da quel giorno non ho mai smesso di far scorrere le dita sulla sua magica tastiera.
Oggi, nonostante tanti anni di studio e di "soddisfazioni", la grande emozione nasce sempre nel momento in cui riscopro quel senso di nuovo e inconoscibile che 12 note sono in grado di procurarmi, proprio come da bambino.
Grazie agli studi la storia è entrata a far parte del mio bagaglio e mi permette di muovermi indietro e in avanti nel tempo: tra i classici e la musica contemporanea, fino al lavoro di composizione personale.
Scrivere musica diventa per me una necessità: quella di dare voce alla mia fantasia e realizzare costruzioni musicali che sono nutrite da ricerche armonico-ritmico-melodiche, ma sempre legate ad un'emozione originaria: la composizione richiede si metodo e sensibilità ma alla base vi é un idea suggerita da un sentimento. Lo stesso discorso vale per l'improvvisazione: una "composizione in tempo reale" che pratico sempre con passione, anche perché permette un dialogo sempre nuovo con se stessi e con i musicisti con cui si sta suonando.
L'arte esige dedizione, la musica come l'architettura, e a tal proposito voglio citare le parole del grande architetto Le Courbusier che hanno lasciato in me un segno profondo:
Nella Vita bisogna operare
agire cioè nella modestia
nell'esattezza, nella precisione
l'unica atmosfera possibile
per la creazione artistica
è la regolarità, la continuità,
la perseveranza. L'unica cosa
trasmissibile è il pensiero
la parte nobile del frutto del lavoro.
Questo pensiero
può diventare o no
una vittoria sul destino
al di là della morte,
e assumere forse
un'altra dimensione imprevedibile
"Le Corbusier"
Nicola Andrioli, nato a Brindisi il 01/06/1977, figlio d'arte ,è diplomato in pianoforte classico ed in Musica Jazz.
Si perfeziona, inoltre, in musica contemporanea e sul repertorio pianistico di F. Chopin e di Ravel.
La sua passione per la musica classica viene riconosciuta in diversi concorsi nazionali ed internazionali.
Successivamente, intrapresa la strada del jazz , sempre più affascinato dal senso di libertà dato da questa forma musicale e dalla capacità di lasciare spazio all'inventiva ed alla composizione personale, ottiene vari premi importanti:
1° premio sezione al Festival "Lecco Jazz 2001 - Premio Stefano Cerri",
1° premio al Concorso Internazionale pianisti jazz 2001 Friederich Gulda",
Riconoscimento Speciale al concorso "Premio Massimo Urbani 2003".
Ottiene riconoscimenti speciali anche dalla Berklee School (estate 2000, Umbria jazz Clinics), nel 2002, a Siena Jazz e, nel settembre 2005, vince il secondo premio alla "Ethno-music competition", città di Milano.
In questi ultimi anni studia anche con George Cable, Russ Hoffmann, Dave Liebman, Barry Harris, Franco D'Andrea, Paolo Birro, Stefano Battaglia, Enrico Rava, Joey Barron, Rick Margitza, Kenny Barron, Henry Texier, Burry Guy, Archie Sheep.
Nel 2005 presenta il suo trio come ritmica stabile al Concorso Internazionale di jazz "Massimo Urbani". E' presente, inoltre, allo Spoleto Vocal Jazz Workshop come collaboratore della cantante Michelle Hendricks.
Compositore di musiche per trio, quartetto e quintetto, ha una grande esperienza concertistica in ogni tipo di formazione, dal piano solo alla big band.
Attualmente vive tra l'Italia e Parigi, città nella quale frequenta il corso di perfezionamento di jazz presso il Conservatorio Nazionale Superiore e svolge intensa attività musicale in Italia e all'estero.
DISCOGRAFIA : My Love and I di Giuseppe Bassi
Mimmo Campanale .. Of course
PROGETTI RECENTI: TRIO JAZZ con Giuseppe Bassi e Mimmo Campanale.
QUARTETTO ETHNO-JAZZ con Raffaele Casarano, Marco Bardoscia, Dario Congedo.
TRIO con Morena Brindisi e Vincenzo Presta.