Visita il nuovo sito Sguardi.info         Go to new Sguardi.info

IMPERFECT REALITIES

Mostra di Artsinergy a Bologna: 16 Settembre - 20 Ottobre 2006

Autore: by courtesy of Artsinergy
Media: by courtesy of Artsinergy


Realtà imperfette, realtà alternative, universi paralleli, frutto non solo di decontestualizzazioni ma d'alterazioni dell'immaginario collettivo e popolare, sono le elaborazioni visive degli artisti selezionati per questa esposizione.
Karin Andersen, Massimo Giacon, Veronica Montanino ed Adrian Tranquilli "forzano" i confini dell'arte figurativa al fine di farla interagire con forme espressive della cultura "popolare" come il fumetto, la fantascienza ed altri generi considerati "bassi".
Vi è, in comune a questi artisti, una motivazione concettuale tesa ad usare il corpo e la fisicità per mettere in discussione la retorica ed alcuni stilemi della nostra società. E' un immaginario di generi interconnessi in senso diacronico e sincronico in grado di relativizzare ogni iconografia riducendola a codice interscambiabile. Ognuno di questi universi è un connubio di contemporaneità e fantasia, di fiction e di mito, realtà impossibile e fantasia possibile.

KARIN ANDERSEN

L'umanesimo contiene in sé la visione d'incompletezza dell'uomo. Il completamento viene cercato attraverso la cultura (che ci differenzia dal mondo animale). La crisi dell'Umanesimo e la susseguente caduta antropocentrica ha dato vita, secondo alcuni filosofi contemporanei, al postumanesimo che si prefigge di ritrovare la totalità nell'ibridazione uomo/macchina e uomo/animale. Tuttavia per altri filosofi il postumanesimo non contiene realmente la perdita della centralità umana. Judith Halberstam ed Ira Livingstom ritengono che "il corpo postumano sia l'epicentro di cambiamenti epistemici pervasivi". Secondo Katherine Hayles (How we become postuman) le concezioni cibernetiche e tecno-ottimistiche non escono dalla dualità corpo-mente della tradizione razionalistica occidentale, la ripropongono anzi come trascendenza tecnologica.
Karin Andersen destabilizza la centralità umana con dualità che sono ibridazioni inedite come quella animale/macchina dei topolini-mouse.
La Andersen si discosta inoltre dal concetto di "mostrificazione" dato dall'angoscia tecno-fobica.
I multiversi o le nicchie spazio-temporali di surrealtà contengono una serenità ed un equilibrio formale da implicare un'accettazione delle realtà altre. E', quella di Karin Andersen, una surrealtà che stupisce e meraviglia e ci racconta di un reale che è un unicum con la fantasia; un reale polimorfo in cui le diversità si fondono senza creare turbamento.
Per il filosofo Sergio Givone la paura della mostrificazione è segno in realtà della nostra incapacità di rapportarci "all'uomo umano", alla vera natura umana: la creazione di un feticcio a nostra immagine e somiglianza per non guardare realmente nella nostra anima, liberandoci dal fardello dei sentimenti e delle complicazioni morali ed etiche.
L'universo di Karin Andersen è un limbo di sogno che attraversa trasversalmente la nostra realtà.
L'intercapedine spazio-temporale in cui si riversa un doppio esistenziale stravolto e distorto nelle sue regole genetiche, è indagata dall'autrice con gli occhi indifferenti di chi ha perso i parametri per giudicare la normalità.
"E se fosse la diversità l'assoluta normalità? Sono l'ombra jungiana o golem d'argilla?"

MASSIMO GIACON

La cifra distintiva del lavoro di Massimo Giacon è la totale libertà d'interazione tra i generi artistici in un intento d'azzeramento dei valori espressivi a codici interscambiabili. La costante che accomuna il suo percorso, altamente variegato, è l'imprevedibilità e la graffiante ironia presente nelle opere. Si avverte una volontà dissacratoria che s'esprime attraverso slittamenti concettuali, "interferenze aliene" s'innestano in schemi grafici assimilati dalla nostra percezione creando un brivido, un sobbalzo. Quella di Giacon è una surrealtà d'innocua apparenza da parte di un artista che non giudica ma piuttosto gioca. Trapela un divertimento dell'autore che contagia il fruitore in un interscambio ludico di emozioni e pensieri.
Nel lavoro eclettico e multiforme di Massimo Giacon la trasgressione a volte si fa apparentemente più marcata. L'erotismo, la filosofia, la religione, l'arte perdono la loro valenza e diventano solo "asteroidi nell'universo Giacon".
Un grande Luna Park in cui viene risucchiata la realtà contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e, grazie alle "lenti colorate e deformanti" dell'artista, diviene parte di un onirico festival delirante e gioioso.
Dal punto di vista iconografico il lavoro di Giacon è connotato dalla linea morbida, dal colore acceso e psichedelico abbinato ad un contenuto spesso forte, irriverente, conturbante che affonda le radici nella cultura fetish ed hard del mondo underground. Il processo che lui compie tende ad edulcorare il mondo hard trasformandolo in un "tranquillizzante "baby shampoo".
Nell'universo Giacon il male assoluto non esiste ed anche le situazioni estreme sono prive di ogni aspetto drammatico come la morte, la malattia, ecc.
E' sostanzialmente un mondo positivo in cui trapela un certo dissenso verso il marketing dei mass media e l'impossibilità di aderire a certi modelli estetici imposti da esso oltre all'uso propagandistico, soprattutto americano, dei comics book degli anni Sessanta - Settanta.

VERONICA MONTANINO

Veronica Montanino parte dal presupposto che l'uomo contemporaneo viva in una società vittima di una sorta di ineludibile eccesso di consapevolezza ed autocoscienza nei confronti dei vari aspetti della realtà.
L'eccesso informazionale e lo scandagliamento scientifico d'ogni cosa e del suo possibile sviluppo vengono percepite dall'artista come imposizioni opprimenti e difficilmente elidibili.
Per Veronica l'obiettivo è "stimolare l'abbandono dello stato di vigilanza" che caratterizza la nostra società. L'artista cerca, in un impeto neo-romantico, di vincere il super-io sociale e, nel sonno della ragione, lasciar sfuggire un'altra dimensione spazio/temporale che si propaghi nella realtà per sovrapposizione, come un'interferenza percettiva che alteri l'apparenza delle cose.
Che siano interventi ambientali piuttosto che opere in plexiglas da parete c'è sempre, nel suo lavoro, un dialogo con lo spazio ed un legame con la circolarità delle forme. Lo spazio utopico di Veronica è una realtà alterata in senso fantastico e gioioso, un pop-universo colorato e psichedelico.
Sagome umane e galassie puntiformi sono le cifre distintive del suo linguaggio pittorico. La presenza umana è azzerata nelle valenze espressive e plastiche: un repertorio iconografico che va dai gesti semplici della vita quotidiana a quelli degli atleti fino ad attingere all'iconografia artistica del passato.
Una popolazione di ombre, simulacri umani, sintesi estetica logo-morfica, che si muove fugacemente in uno spazio immaginifico che, imprevedibilmente, si modella e irrompe anche nello spazio reale. Un universo che è al contempo un microcosmo visualizzato da un fantastico microscopio.
Il colore psichedelico e concentrico delle macchie cromatico-plastiche è diffuso per invasione e saturazione dello spazio.
Un bubble-universo micro-macrocosmico invasivo e invadente per contagio. Il pop-virus dell'innocenza contamina la serietà adulta del mondo per rendere lo spazio reale ludico e disimpegnato dal dramma.

ADRIAN TRANQUILLI

L'opera di Adrian Tranquilli si rapporta al corpo, alla fisicità dell'esistenza, attraverso un corto circuito espressivo giocato sull'interazione tra l'universo mediatico del cinema e del fumetto con i miti delle religioni.
La connessione alla contemporaneità è di stampo postmoderno, nel senso di rielaborazione e di citazione d'immagini altre.
Trapela in questo artista il desiderio di rallentare la velocità dell' universo mass mediale (cinema, fumetto popolare, video clip) impossessandosi di alcune icone e facendole rivivere nella dimensione lenta dello spazio-tempo dell'arte contemporanea e dei suoi sistemi di elite.
Per comprendere appieno il ciclo di opere dedicate alla figura di Batman bisogna risalire alla fine degli anni '80 quando si ebbe un momento magico per il fumetto che andò a risollevarlo da una stagnazione sia economica che culturale.
" Contaminazione era la parola magica, ovvero accostare generi e forme diverse, metterli a confronto, individuare elementi di citazione l'uno nell'altro, sottolineare le affinità, cercare le interazioni e combinazioni possibili [.].
L'ex cenerentola dei mass-media ha passato l'esame ed è pronta a misurarsi con la cultura alta e bassa a suo piacimento..Per arrivare a questo punto ci sono voluti anni di dibattiti e di battaglie, momenti d'urto, coraggio editoriale, attenzione agli altri domini espressivi e la capacità di allacciarvisi
" * .
Sono anni di forte maturazione del fumetto tramite autori americani come Frank Miller o l'inglese Alan Moore che hanno imposto con le loro opere ("Batman the Dark Night Return" e "Watchmen") un nuovo interesse per il media comics.
Figura notturna e mascherata, senza altri poteri che non siano lo sviluppo al meglio delle umanissime doti d'intelligenza, forza, muscolatura, intuito: questi sono i motivi per cui Batman fu scelto per il processo di umanizzazione del super eroe che cessa la sua simbiosi osmotica col potere politico americano.
Nel "Ritorno (o caduta) del Cavaliere Oscuro" Frank Miller narra di un Batman vecchio in forte crisi ideologica. "Mitologie in declino, stanchezze d'eroi che non reggono il crollo del castello industriale".
Il Batman di Adrian Tranquilli raccoglie questa eredità mostrando l'eroe demitizzato e relegato nel disagio della solitudine esistenziale. Nel video dell'artista Batman è al pari di un barbone che si addormenta/muore su una panchina del lungo Tevere.
Batman è il vicino di casa artigiano nella confusione della sua bottega, un lavavetri di periferia, un barbone metropolitano ma anche un uomo qualunque perso nella desolazione e nel misticismo del paesaggio Armeno.
L' eroe ha smesso di battersi per un ideale in cui non crede piu' e si è dissolto nel nulla della folla.

*Francesca Lazzarato, Il Manifesto, giovedì 29 luglio 1989


Approfondimenti
Artisti Correlati

KARIN ANDERSEN

Karin Andersen

L'umanesimo contiene in sé la visione d'incompletezza dell'uomo. Il completamento viene cercato attraverso

VERONICA MONTANINO

Veronica Montanino

Veronica Montanino parte dal presupposto che l'uomo contemporaneo viva in una società vittima

MASSIMO GIACON

Massimo Giacon

La cifra distintiva del lavoro di Massimo Giacon e' la totale libertà d'interazione tra i generi artistici in un intento

ADRIAN TRANQUILLI

ADRIAN TRANQUILLI

L'opera di Adrian Tranquilli si rapporta al corpo, alla fisicità dell'esistenza, attraverso

Eventi Correlati

ARTSINERGY

[sinergia dei sensi: guardare, sentire, toccare.ESSERE ARTE]

Giovani galleristi crescono:
arsi dalla passione per l'arte e affascinati da nuove scommesse imprenditoriali


 

Sguardi.info MailingList

my.Sguardi.info

Ecoradio.it


www.sguardi.info - Il mondo dell' arte.
Articoli sull' arte, artisti eventi ed opere.
Recensioni di architettura fotografia, pittura, scultura e tutte le arti visive.
Ricerca musei, gallerie d' arte ed eventi.

Ver. 1.7.0.0 beta. - ©2006