Ennio Tamburi vive e lavora a Roma e Zurigo.
Ha partecipato ai più significativi movimenti artistici partendo da esperienze prima informali, (Premio Arezzo, Maggio di Bari, Premio Prato, Incontri d'Arte - Bologna) poi oggettuali e concettuali.
Di quel periodo sono le sculture in metallo e neon, i punti metallici, le cesure.
Esposte in mostre collettive e in personali: Contemporanea, Roma 1972; Galleria il Punto, Torino 1973; Festival Dei Due Mondi, Spoleto 1974; Volterra - interventi nella Città 1974; Biennale di Venezia, Palazzo dei Diamanti, Ferrara 1975; Galleria Due Mondi, Roma 1976; Galleria d'Arte Moderna, Arezzo 1976; Galleria La Tartaruga, Roma 1977; Kunsthalle, Colonia e Diisseldorf 1977; Galleria 2000 - Bologna 1978.
L'ultima tematica e' una ricerca che si sviluppa sullo studio di forze contrastanti che generano energia e movimento. Negli ultimi anni ha esposto: Galleria Salomon, Parigi 1980; Gallerie Mark, Parigi 1982; Studio Velabro, Roma 1985; Fortezza Trecentesca, Montalcino 1987; Temple University, Roma - Philadelphia 1990; Galleria del' 500, Siena 1992; Ari Gallery, New South Walcs, Sidney 1993; Kunsthaus Richterswil 1998; Centro di Studi Italiani, Zurigo 1999; Die Halle, Zurigo 2000; Gallerie Auton Meier, Ginevra 2003; L.i. Art, Roma 2005; Biblioteca Casanatense, Roma 2006; Lazertis Galerie. Zurigo 2007.
Ha collaborato alle scene di film come: "Senso" e "Morte a Venezia" di Luchino Visconti e "Che?" di Roman Polanski. Ha disegnato diversi manifesti per spettacoli di Giorgio Strehler e Luca Ronconi.
E' presente con una opera nella collezione "Artisti Italiani del XX secolo del Ministero degli Affari Esteri alla Farnesina.
Sul suo lavoro hanno scritto: Emilio Villa, Enrico Crispolti,
Cesare Vivaldi, Bruno Mantura, Luca Barbero, Dario
Micacchi, Elio Mercuri, Duccio Trombadori, Alessandro
Sardella, Susanna Kappeler, Luca Amando.
Foto di Peter Kopp.
Le sue opere sono esposte in collezioni pubbliche e private.