Quando ho capito che la mia strada era la pittura ho guardato con attenzione in quell'universo, perché desideravo vivamente farne parte. Era un universo costellato di nomi maschili, squisitamente maschili. Il panorama pittorico aveva dei grandi nomi, uomini illustri che avevano fatto la storia della pittura. Ma nessuna donna altrettanto speciale.
Possibile che mai nessuna avesse sentito questa marea che ti prende e ti porta via, quel prolungamento del tuo braccio che é il pennello?
Mi misi alla ricerca e dietro quei grandi nomi, nel sottobosco potrei dire, ho trovato anche le donne. Non una, non dieci, ma mille pittrici.
Ah che gioia! E che rabbia vedere come siano state scartate, sminuite, rinchiuse, per una concezione che vedeva la pittura come un "lavoro non adatto a una donna", come "una cosa inopportuna".
Artemisia Gentileschi, Berthe Morisot e Mary Cassat, Leonora e Dora Carrington, Gabriele Munter, Marianne Werefkin, Camille Claudel sono soltanto alcune delle numerose esistenze artistiche lasciate in disparte perché donne.
Tamara De Lempicka è uno di questi nomi della pittura femminile.
Nasce a Varsavia, sul finire del 1800, rivelando sin da bambina una personalità esuberante e intelligente che la porta, nel 1907, a fingersi malata per raggiungere la nonna a Mentone dove inizia a dipingere sui sassi. Nel 1910 dà un'ulteriore prova di carattere facendo un ritratto di sua sorella soltanto per dimostrare ad un pittore professionista di essere migliore di lui. Anche l'incontro con il futuro marito Tadeusz Lempicki è segnato da un'atmosfera giocosa e dissacrante; infatti, i due giovani si conoscono durante una festa in maschera e Tamara è vestita da contadina polacca, portando con sé un'oca al guinzaglio!
Il matrimonio con il giovane avvocato Tadeusz Lempicki le garantisce, fin da subito, un tenore di vita agiato.Tamara ama la vita, le sue feste e le sue corti, ma la rivoluzione d'ottobre é in agguato per travolgere proprio quel suo castello dorato.
La giovane coppia si trasferisce allora a Parigi, dove nasce la figlia Kizette e Tamara comincia a prendere lezioni di disegno, formandosi in un ambiente molto prossimo agli esiti del Cubismo e dell'Art Déco. Nasce da lì quella geometrizzazione in certi punti quasi ornamentale, nel senso più alto del termine.
Prime mostre e prime vendite: espone al Salon d'Automne nel 1922, realizza una personale nel maggio del 1930, alla Galerie Colette Weil; viaggia molto e fa conoscere al mondo il suo modo di fare arte. Nei suoi quadri troviamo lo spirito del tempo, la macchina, la velocità, il progresso.
L'idea futurista del movimento accarezza anche lei. Nella sua pittura quella alta società parigina così bohémienne, a volte così tremendamente falsa, si riflette nella sua cruda verità.
Tamara è una donna complessa, come complesso é il clima del nuovo secolo.In lei sono presenti gli aspetti contrastanti della società del Novecento: il coraggio di vivere in modo appassionato il presente ma anche la fragilità di abbandonarsi ad altre schiavitù, come la droga.Purtroppo De Lempicka é stata considerata per molto tempo soltanto un'arrivista, un'arrampicatrice sociale che, sfruttando bene le sue carte, sposò il ricco barone Kuffner in seconde nozze, suo collezionista, garantendosi così la possibilità di continuare a dipingere.
In realtà, Tamara dovrebbe essere conosciuta e apprezzata unicamente per la sua pittura ricca di eleganza stilistica e di aristocratici soggetti che le hanno permesso di affermarsi definitivamente sulla scena artistica americana fino al 1980, anno della sua morte.