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L'INDIPENDENZA ALGERINA

Autore: Danilo Mercanti
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La battaglia di Algeri, rappresentata con drammatico realismo dal film di Gillo Pontecorvo, si colloca nella fase finale di quel lungo e doloroso percorso intrapreso dal popolo algerino agli inizi del xx° secolo, che, alla data della agognata indipendenza del 3 luglio del 1962, ha contato oltre un milione di morti, dopo anni di colonialismo francese che in questo paese, a differenza di altri, ha realizzato non un protettorato ma un governo integrato e subordinato agli interessi del paese occupante, rendendo più difficile la loro separazione. Nelle brevi pagine che seguono verranno illustrati in modo sintetico i passi salienti di questa vicenda.
La questione algerina
Le vicende della seconda guerra mondiale, con la disfatta della Francia del '40 e il coinvolgimento a favore delle lotte del Comitato francese di liberazione nazionale di forze algerine, hanno indotto Ferhat Abbas, il 10 febbraio 1943 a divulgare il Manifesto del popolo algerino, dando vigore al movimento indipendentista nel paese. Egli reclamava una costituzione che garantisse l'effettiva partecipazione degli algerini al governo del loro paese. Nasce la "UDMA" (Unione democratica del manifesto algerino), con la quale si sostiene l'idea dell'integrazione tra algerini e francesi, nel quadro dell'Union francais: si vuole tentare la via della coabitazione, che però non trova sostenitori. Ferhat Abbas in seguito aderirà al Fln e diverrà, dopo l'indipendenza, il primo presidente dell'Assemblea popolare algerina.
Nel 1947, pressato dalle insurrezioni che a partire dal maggio 1945 avevano cominciato ad insanguinare il paese (ufficialmente persero la vita 103 Europei e 1500 Algerini, ma fonti dell'esercito stimarono la morte degli Algerini a 8000 e fonti algerine arrivarono a 45000 caduti), il governo francese si era deciso a fare qualche concessione sul piano amministrativo, ma non ancora su quello politico. Nascono formazioni più radicali rispetto la moderata Unione democratica di Abbas col fine di ottenere l'indipendenza completa. Seguono nove anni durante i quali si alternano agitazioni e repressioni, con i politici francesi della Quarta Repubblica sempre più impegnati nel tentativo di conservare l'Algeria come riserva per i coloni nell'ambito del sistema dipartimentale francese (si ricorda che nel 1945 i francesi vantavano una presenza nel paese nord-africano di circa un milione di coloni) e i nazionalisti algerini divisi sulla tattica da adottare nella lotta; i sostenitori della necessità di una lotta armata si organizzano segretamente nel 1952 e il 1° novembre 1954, una serie d'attentati e d'azioni rivoluzionarie segnava l'inizio dell'insurrezione algerina. La lotta era diretta da un Comitato di liberazione nazionale (Fln), guidato da Ben Bella, trasformatosi poi in governo provvisorio della repubblica algerina (Gpra), con sede nella vicina Tunisia. Parigi reagì rifiutando ogni trattativa politica con i suoi antagonisti e mise in atto una dura azione repressiva con l'impiego circa mezzo milione di uomini, arrivando a catturare, nell'ottobre del 1956 cinque leader algerini tra i quali Ben Bella.
I risultati però non furono quelli sperati, anzi provocarono la crescita dei moti insurrezionali che spinsero il governo francese a rivedere l'approccio poliziesco adottato alla questione e ad avviare una trattativa con gli insorti. Tale scelta obbligata scatenò la reazione dei francesi d'Algeria che con l'appoggio militare portò alla rivolta degli Ultras (elementi estremisti) che ebbe come conseguenza la crisi politico-istituzionale della Quarta repubblica (13 maggio 1958) rischiando di far sprofondare il paese verso una dittatura di destra. Successivamente il generale C. De Gaulle, divenuto presidente della Repubblica, si fa garante dell' "Algeria francese", ma ben presto si rende conto dell'inevitabilità di una politica di concessioni agli Algerini e della loro indipendenza e conseguente distacco dalla Francia. Egli traccia le linee di un suo progetto sull'Algeria, esplicandolo nel settembre del '58 con una dichiarazione che stabilisce il diritto all'autodeterminazione del Algeria; il paese sarebbe passato attraverso la concessione di un'ampia autonomia in un primo tempo e all'indipendenza poi, con vincoli economici con la Francia, la quale mirava al mantenimento di un'ipoteca sui ricchi giacimenti di petrolio scoperti nel deserto del Sahara algerino.
Da questa piattaforma iniziarono le prime trattative tra il governo francese e il Gpra algerino con negoziati spesso interrotti, come nel 1960-61, per poi riprendere e proseguire sempre tra mille difficoltà e conclusosi il 18 marzo 1962 ad Evian: il futuro assetto dell'Algeria sarebbe stato deciso da un referendum popolare da tenersi il 1° luglio 1962; con la vittoria dei "si", sarebbe sorta un'Algeria indipendente legata alla Francia da tutta una serie d'accordi di cooperazione economica e finanziaria stabiliti ad Evian. Il pacchetto prevedeva delle concessioni in favore dei francesi d'Algeria; per tre anni gli algerini avrebbero mantenuto la doppia nazionalità e solo dopo avrebbero potuto optare per una delle due. Il petrolio sahariano sarebbe stato sfruttato in comune. L'Algeria sarebbe rimasta nell'area del franco. Tale stato durò fino alla primavera del 1962 allorchè i militari e civili ultras considerarono gli accordi di Evian un tradimento di De Gaulle, e diedero sfogo ad atti d'insubordinazione e di aperta rivolta.
Dilagò da allora un impressionante contro-terrorismo antiarabo dei coloni, organizzato e diretto da una potente e agguerrita associazione segreta, l' "Organizzazione dell'armata segreta" (Oas). Tale tremenda attività mirava a fare "terra bruciata" dell'Algeria e non si arrestò neppure dopo la cattura e la condanna dei capi, i generali E. Jouhaud e R. A. Salan e l'abbandono di Algeri da parte della legione straniera. Le atrocità del terrorismo, gli spargimenti di sangue e le distruzioni non fermarono il cammino degli avvenimenti.
Infatti, iniziarono ugualmente ad essere applicati gli accordi del 18 marzo. Il 1° luglio si tenne il referendum algerino che diede un'enorme maggioranza in favore dell'indipendenza, proclamata ufficialmente il 3 luglio 1962. Finiva così la guerra d'Algeria e con essa la dominazione francese che era durata 132 anni. Si apriva una nuova fase nella vita d'Algeria che fu segnata fin dagli esordi dalla profonda crisi apertasi con l'aspro scontro tra le principali fazioni politiche e militari provenienti dalla lotta di liberazione, per la conquista del potere.

 

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