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"GILLO"

Un ricordo di Giuliano Montaldo

Autore: Giuliano Montaldo
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Quando mi è stato chiesto di scrivere un ricordo di Gillo Pontecorvo non immaginavo che mi sarei trovato in cosi grande difficoltà. Sono stato travolto da tanti ricordi, tante immagini, lunghe sequenze dei tanti anni vissuti insieme. Gillo non è stato soltanto un prezioso amico ma un grande maestro. A metà degli anni '50 lui, Franco Giraldi e io divedevamo un appartamento all'ultimo piano di un palazzone in via Massaciuccoli con pochi soldi in tasca e tanto, tantissimo ottimismo. Gillo, "il padrone di casa", ci coinvolgeva nella sua passione per il cinema e per la musica. Parlavamo soltanto di musica e di cinema e di qualche incontro femminile con lieto fine. Molto raramente ci raccontava del suo contributo nella lotta partigiana o della sua attività politica nell'immediato dopoguerra. Insistendo io riuscivo a strappargli qualche frammento, qualche episodio dopo aver assistito ai calorosi incontri con i suoi "vecchi" amici, Negarville, Giorgio Amendola, Paletta, Giovanni e Enrico Berlinguer e tanti altri. Allora, ma sempre con pudore, senza retorica, ricordava i momenti di tensione vissuti in alcune rischiose riprese. Scoprivi che prima della guerra, fuggito in Francia nel timore delle leggi razziali, era diventato campione di tennis, che era - l'ho visto in azione - un formidabile pescatore subacqueo, un provetto sciatore. Per il suo film d'esordio, "La lunga strada azzurra", sceneggiato con l'inseparabile amico Franco Solinas, vivemmo tutti insieme dei giorni di grande preoccupazione. Il nome Pontecorvo - legato all'avventura del fratello Bruno, il famoso fisico nucleare - era sospetto, "pericoloso"! Erano gli anni delle trame golpiste, del governo Tambroni, delle dure lotte sindacali. La domanda di inizio lavorazione presentata al Ministero dello Spettacolo era firmata, per la regia, da Stefano Gillo. Solo a film montato potè firmare con il suo cognome. Mi volle al suo fianco in quella prima impresa - che aveva come protagonisti Yves Montand, Alida Valli e il giovane Mario Girotti - come segretario di edizione.
Dopo tre settimane di lavorazione mi nominò aiuto regista e dopo altre tre regista di una piccola seconda unità. Promozioni sul campo per una rarissima fulminea carriera.
Sempre insieme per il film "Kapò" e per l'indimenticabile avventura per la realizzazione de "La battaglia di Algeri". Durante la preparazione - dai sopralluoghi alla scelta di ogni comparsa - era attento e scrupoloso nel controllo di ogni dettaglio. Amava i volti veri, gli ambienti vissuti, le atmosfere dove già immaginava il commento musicale. Forse i giorni dove si è trovato più libero e creativo sono quelli trascorsi durante la lavorazione del film "Giovanna", la storia di una fabbrica tessile occupata dalle operaie a Prato. Poche settimane di lavoro vissute con passione, con il ritrovato amore per il grande cinema. Gillo si sentiva libero di scegliere i volti veri delle vere operaie senza un rigido piano di lavorazione poiché molti lavoravano gratuitamente: quel racconto era la loro storia. Gillo ha realizzato pochi film ma le immagini che ci lascia in eredità sono un patrimonio per la storia del cinema. Molti lo ricordano come brillante Direttore della Mostra del Cinema di Venezia, circondato da tanti amici, autori italiani e stranieri. Io lo ricordo accanto alla sua Picci, ai suoi figli. Con Picci poteva finalmente parlare di musica, la loro grande passione.


Approfondimenti
Articoli sull'Artista

GILLO PONTECORVO

Biografia

Gillo Pontecorvo nasce a Pisa il 19 novembre del 1919. Si dedica al giornalismo

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