Logo AM Studio

titolo pagina

EREMO DI SANT'ANTONIO

Autore: Daniela Sequi
Media: Francesco Oggianu

 

A meno di tre chilometri da Viterbo e alle falde del Monte Palanzana (802 metri), si erge maestoso l’eremo di Sant’Antonio, luogo dello spirito e di meditazione. Immerso in una natura rigogliosa, offre un panorama mozzafiato verso Viterbo, soprattutto quando, al tramonto, le piccole luci della città si confondono con le nubi azzurrine, giù giù,  fino al monte Amiata e al mare Tirreno.L’eremo è plurisecolare. Risale infatti al 1538 e fu costruito per l’Ordine dei frati Cappuccini. Ospitò nelle sue semplici stanzette Papa Gregorio XIII, San Felice da Cantalice e San Crispino da Viterbo, che fu il primo santo canonizzato da Papa Giovanni Paolo II e del quale si conserva intatta la cella.L’austero edificio fin dalla sua costruzione fu apprezzato come luogo di elezione per le anime pie che volevano avvicinarsi a Dio e che trovavano nella natura circostante frescura, ristoro e pace.

VITER123.jpgVITER100.jpg

Ma una volta andati via i frati, esso cadde in uno stato di abbandono; il ricordo della sua antica gloria ha tuttavia spinto fedeli generosi a recuperare l’originaria struttura e a restituirla a nuova vita di studio, lavoro e preghiera. Ciò è stato possibile grazie ad un restauro sapiente voluto da Tommasina Alfieri, una nobildonna di gran cuore che elesse l’eremo a luogo di sosta e riflessione per l’Opera “Familia Christi”, da lei fondata nel 1937. Ora l’intera struttura, che comprende, oltre al complesso centrale, un grazioso casale ed un’ampia sala per conferenze, è gestita come rifugio a pagamento. 
In ogni caso, chi sceglie l’eremo per sostarvi per poche ore o qualche giorno, è attratto dall’am-biente carico di storia e dalla vita in sintonia con la natura, improntata sull’agricoltura biologica praticatavi in ogni periodo dell’anno. Il visitatore può passeggiare sotto un lungo pergolato nell’ala destra dell’edificio da cui si gode il panorama oltre una parete di profumatissimo rosmarino; o entrare nell’orto dalle dimensioni e dalla struttura razionale, famoso per la coltivazione delle patate; o ammirare il chiostro interno con pozzo e fiori in vaso, nonché il giardino floreale con iris, rose e narcisi e il piazzale del convento, dal quale si diparte un  cammino delimitato da una lunga parete di pitosforo.  Da qui si può rimontare verso il Monte Palanzana rivestito da un fitto manto di faggi oppure percorrere il sentiero della Via Crucis.

VITER120.jpgVITER101.jpg

La visita all’eremo diventa così un avvenimento da non dimenticare. In particolare, si possono ammirare in successione il grande orto ed il secolare bosco di querce e castagni (ma anche di carpini neri e bianchi), nel quale quasi per incanto si erge un altare per Messe all’aperto onde sfuggire alla calura estiva. Annessa all’eremo, c’è una chiesetta, disadorna e linda, che invita alla contemplazione i cuori semplici. I quali, al termine della funzione, possono recarsi al desco nell’ampia sala da pranzo, visitare l’interno dell’eremo, penetrare nella zona del coro al centro del quale, sopra un apposito grande leggio in legno, campeggia un antico e prezioso volume di musica sacra.  Tutto ciò contribuisce a far ritrovare al visitatore occasionale o abituale, che vi si reca per ritiri spirituali o per eventi culturali (come di recente alcune letture dantesche), quell’ottimismo cristiano reso difficile dalla frenesia della vita quotidiana. Cosa di non poco conto, al giorno d’oggi, che merita un’ulteriore visita con le persone a noi care, per scoprire insieme una dimensione spirituale e di grande umanità. Un’umanità “in ascolto”.

Home Page | Eventi | Arte | Architettura | Luoghi | Multimedia | Incontro con | Ambiente e società
Speciali | Ricerche | Segnala | Consulta Archivio | Links | Chi siamo | Contatti | Site Map

www.sguardi.info - Il mondo dell' arte.
Articoli sull' arte, artisti eventi ed opere.
Recensioni di architettura fotografia, pittura, scultura e tutte le arti visive.
Ricerca musei, gallerie d' arte ed eventi.
Autorizzazione del Tribunale di Velletri (Roma) N° 19/07 del 25/7/07.