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CASTEL GANDOLFO

Autore: Francesca Mattogno
Media: Daniele Fanni
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E’ dal Castello (Castrum Gandulphi) fatto erigere nel XII secolo dalla famiglia genovese dei Gandolfi – signori del territorio per circa due secoli – che deriva il nome di questo pittoresco borgo d’impianto tardo medievale, che si adagia sulla cresta occidentale della conca contenente l’ameno Lago di Albano - anche detto “Lago di Castel Gandolfo” perche’ tale abitato lo domina e vi si specchia da quasi 150 m di altezza -, ampio bacino costituitosi in forma ellittica nella cavita’ tra due crateri limitrofi di un antico vulcano, da tempo inattivo, il cui perimetro, in massima parte caratterizzato da alte rupi e banchi di peperino, interrotti a tratti disomogenei da colate laviche, risulta bordato verso il cielo da scoscesi sistemi rocciosi resi impervi dalla fitta boscaglia e verso lo specchio d’acqua da piccole spiagge di sabbia vulcanica.

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E’ nei pressi di tale lago che molti studiosi ritengono sia sorto, quasi certamente, l’antico centro religioso e politico dei Latini che la tradizione vuole fondato da Ascanio, figlio di Enea, chiamato Alba Longa, citta’ alle origini della storia di Roma dalla quale, sorte ha voluto, venne distrutta con l’accusa di tradimento. Ed e’ proprio su questa dorsale ben protetta dalle acque e dai rilievi, servita dall’antica Via Albana (oggi Appia), che si staglia splendida verso il cielo, in forma allungata (“Longa”), questa caratteristica localita’ a Sud/Est di Roma ricca di storia e di bellezze naturali che, data la sua ben riuscita ubicazione nel suggestivo paesaggio, fu alquanto nota sin dai tempi piu’ antichi, anche se afflitta spesso da battaglie e dall’alternarsi di vari domini.
Passata, infatti, di possesso in possesso, divenne, nel secolo XIV proprieta’ dei Savelli che cedettero il borgo alla Camera Apostolica (1596), contribuendo alla definizione della sua odierna destinazione come residenza estiva e luogo di riposo dei Pontefici (per l’amenita’ del luogo), rendendola in tal modo meta di numerosi pellegrini provenienti da ogni parte del mondo.

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E’ sui ruderi della Villa dell’Imperatore Domiziano che sorgono oggi il Palazzo Pontificio – voluto da Urbano VIII, rimaneggiato ed ampliato da Alessandro VII e Clemente XIII -, scrigno di opere d’arte molto pregiate, e la Specola Vaticana, osservatorio astronomico tra i primi in Europa.
Il Municipio insieme ad altre strutture civili ed al Palazzo Papale, di semplici e nobili linee, ai cui giardini furono annessi la Villa Barberini e la Villa Cybo, fanno da fondale, verso nord, ad una caratteristica e definita piazza rettangolare, “Piazza della Libertà”, situata al centro del borgo, la cui intima, magica bellezza e’ gia’ percepibile non appena superato l’arco monumentale della Porta Romana, importante varco di accesso che si materializza nelle alte, imponenti mura delimitanti la citta’. La piazza, che rivela un’urbanistica barocca, è resa ancor piu’ significante dalle eleganti e studiate forme dell’incantevole fontana, opera, insieme alla Chiesa dedicata a S. Tommaso di Villanova, di Gian Lorenzo Bernini.

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Quest’ultima, che pur edificata nel 1661 non risulta influenzata dai caratteri barocchi del suo tempo se non in parte, presenta un impianto a croce greca con facciata scandita da lesene e da una cornice molto aggettante, che ne rimarca la definizione orizzontale;
all’interno importanti opere artistiche, tra le quali, sull’altare, il quadro della crocifissione realizzato da Pietro da Cortona.
Slanciati verso il cielo, spiccano, nell’insieme, il suo frontone triangolare, segnato nel mezzo dallo stemma Papale, e la piccola, elegante cupola, eccelso e riconoscibile segno, punto di riferimento, nel panorama ininterrotto del lago.

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Il “centro storico” risulta, in tal modo, abbracciare sia le testimonianze dell’Impero, che quelle del Feudo e della Chiesa, ma anche e soprattutto permette di considerare Castel Gandolfo, nella sua totalita’, come apprezzabile dimostrazione di una ragguardevole espressione dell’arte e del paesaggio.
Dal centro, percorrendo l’asse viario che attraversa interamente questo incantevole spazio urbano, articolandosi sulla cresta del cratere in strade silenziose, ombreggiate da frondosi alberi, con le declinanti case intervallate da innumerevoli belvedere
– dai quali si godono suggestivi scorci del lago, che si apre placidamente sotto gli attenti sguardi dei visitatori -, si raggiungono, poi, la Villa Torlonia, restaurata dal Valadier nel 1817, il cui parco e’ ricco di alberi secolari ed e’ scandito dalle sculture del Thorwaldsen, e la Villa Barberini
(oggi parte delle dimore pontificie, tutte comunicanti tra loro), dalle sobrie linee architettoniche, dalla quale un lungo viale conduce al Teatro della Villa di Domiziano, ai Ninfei ed al Giardino delle Magnolie, con disegno all’italiana.

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Tali ville vanno a costituire un importante contorno del vulcano, cosi’ come i Ninfei - possibili testimonianze, per alcuni, dei sacrari delle divinita’ di Alba Longa -, tra i quali, sulle rive del lago, quello risalente all’eta’ repubblicana, detto “Dorico”, scavato nel peperino, le cui pareti ricche di decorazioni bene si inseriscono in quest’area di forte impatto paesaggistico.
La stessa pittoresca scenografia si ritrova arrivando nella cittadina dalla cosiddetta “Via Papale” che, dipartendosi dall’Appia, permette di raggiungerla piu’ direttamente, offrendo un ampio panorama su Roma, con l’alternarsi di una ricca e variegata vegetazione, con sullo sfondo la vista delle luminose, calme acque del lago che riflettono superbamente e senza alterazioni cromatiche il verde intenso dei rilievi ed i colori tenui dell’abitato.
E’ cosi’ che le bellissime passeggiate in riva al lago, la magica atmosfera che si respira tra le stradine del vecchio borgo, la sua straordinaria consistenza di valori artistici e naturalistici, il valore architettonico del suo “costruito”, lasciano un’impronta indelebile di Castel Gandolfo nel cuore di ogni persona che lo abbia visitato.

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