LA FATTORIA DI GREGNA

di Fabio Depino

La fattoria è ubicata sull’antico tracciato della via Latina, in corrispondenza del km 1650 della via Anagnina.
E’ costituita da un insieme di edifici di cui il più antico è quello meridionale, costruito sopra una cisterna romana a 2 piani. La cisterna di impianto rettangolare è della fine del II sec. d.C.; è a 2 piani in laterizio, fornita di grossi e alti speroni. Nel complesso è presente un’antica vasca alimentata dall’acquedotto rurale della Barbuta. Leggi tutto “LA FATTORIA DI GREGNA”

” ZO’E'” – IL POPOLO DELL’UTOPIA POSSIBILE

di Angelo Bonelli

Il popolo Zo’è è uno dei 38 gruppi indigeni che vivono isolati nella foresta amazzonica. Sono conosciuti agli antropologi come l’ultimo popolo indios “intatto” dell’Amazzonia.
Zo’è nella lingua indios Tupi significa Noi, quindi popolo Noi.
Vivono in un’area montagnosa situata a Nord-Est dello stato del Parà nell’Amazzonia Brasiliana, e parlano un idioma della famiglia Tupi-Guarani; sono stati conosciuti agli inizi degli anni 90 come uno degli ultimi popoli indios ad entrare in contatto effettivo con la società occidentale. Leggi tutto “” ZO’E’” – IL POPOLO DELL’UTOPIA POSSIBILE”

FESTA A GROTTA-FERRATA – Dal testo originale “Roba di Roma”, 1876


di William Wetmore Story

C’e’ una grande “festa” durante la Quaresima nel piccolo centro di Grotta-Ferrata, paese a circa quattordici miglia da Roma. Ha luogo il 25 marzo e spesso e’ molto allegra e pittoresca e sempre affascinante per chi e’ spettatore e privo di pregiudizi.Sin dalle otto del mattino cominciano ad incamminarsi i carretti da Porta San Giovanni ed in quasi due ore raggiungono il Monastero fortificato, ai cui piedi sorge il paese di Grotta-Ferrata. Leggi tutto “FESTA A GROTTA-FERRATA – Dal testo originale “Roba di Roma”, 1876″

GERUSALEMME POST ESILICA

di Danilo Mercanti

Successivamente alla distruzione del primo tempio e alla deportazione del popolo in Babilonia operata da Nabuconodosor, Ciro, re dei medi e dei persiani, nel 539 a.C., abbatte l’impero caldeo-babilonese e restituisce libertà e gli oggetti trafugati agli ebrei in esilio, che lo accolgono come provvidenziale liberatore. Gerusalemme e la Palestina rimangono per due secoli sotto la dominazione persiana, costituenti, con la Siria, la V° Satrapia del nuovo impero emergente, mantenendo una certa autonomia amministrativa. Leggi tutto “GERUSALEMME POST ESILICA”

GERUSALEMME Il muro del pianto

di Danilo Mercanti

In questo secondo appuntamento si intende rappresentare la storia del Muro del Pianto. E’ ciò che rimane del maestoso Tempio di Gerusalemme distrutto dalle truppe imperiali romane nel settanta D.C.. Il Tempio ha conosciuto nella sua storia tre distruzioni e in particolare quella operata dai Caldei babilonesi di Nabucodonosor nell’Agosto del 587 che lo rasero al suolo completamente, unitamente alla stessa città che lo ospitava. E’ il primo Tempio che, agognato da Davide, viene costruito da suo figlio Salomone, in un tempo di ricchezza economica e di pace nel Paese. Leggi tutto “GERUSALEMME Il muro del pianto”

CASALE DELLA MARANELLA

di Fabio Depino

Il fondo del Casale della Maranella si situa tra il fosso dell’Acqua Mariana, il Grande Raccordo Anulare, l’Ippodromo di Capannelle e le Scuderie Vecchie dello stesso, nell’estrema periferia sud-est di Roma. L’area, attraversata dalla ferrovia Roma- Cassino , si estende per circa quaranta ettari. Leggi tutto “CASALE DELLA MARANELLA”

UNA TERRA DI CONFINE Passeggiando fra le strade del Tuscolano dopo circa trent’ anni

di Pasquale Grella

Raccontare la periferia romana, in particolare il quartiere tuscolano, e rievocare il modo in cui si viveva tra gli anni sessanta e settanta, vuol dire raccontare il vissuto di un territorio andato irrimediabilmente perso insieme ai suoi diversi “linguaggi”, prima raggruppati senza alcuna regola, pur essendo fortemente in contrasto tra loro, poi riuniti e amalgamati dal tempo in un unico suono. Leggi tutto “UNA TERRA DI CONFINE Passeggiando fra le strade del Tuscolano dopo circa trent’ anni”

SPINACETO L’orizzonte di una città oltre la Città

di Giammaria Maffi

“Spinaceto, pensavo peggio. Non è niente male”
Nanni Moretti in “Caro Diario”

Lo spazio architettonico di una città è spesso inteso nella sua accezione generica di macrocosmo organizzato per rappresentare il territorio su cui insiste, un vasto sistema di segni e forme che dà vita ad un tessuto connettivo riconoscibile e riproducibile; invece la sua unità elementare, rappresentata dal quartiere, se da un lato costituisce una matrice attiva per l’espansione territoriale, dall’altro è il microcosmo che localmente unifica le esperienze e dilata le percezioni di chi lì risiede, così da assumere i connotati di uno spazio misurabile e vivibile, che diventa luogo proprio nella relazione con il fruitore, nel suo farsi appunto incontro ed esperienza quotidiana. Leggi tutto “SPINACETO L’orizzonte di una città oltre la Città”

UNA CITTA’ SENZA PANCHINE

di Pasquale Grella

Partendo dal presupposto, certamente discutibile, che l’attuale Democrazia “racchiuda” la possibilità di camminare liberamente in città, tra estranei, culture e diverse soggettività, alla luce di recenti avvenimenti urbanistici, provo a dar voce ad una sensazione personale. Mi sembra opportuno partire da una considerazione precisa: nell’attuale sistema democratico la paura dei cittadini richiede una politica di sorveglianza che non ha giustificazioni d’esistere. Leggi tutto “UNA CITTA’ SENZA PANCHINE”