Dal nepotismo nella selezione dei gruppi dirigenti, alle regole elettorali distorsive, alla strategia della distrazione e della manipolazione
Churchill definì la democrazia con una massima che ha fatto storia: …la democrazia è la peggior forma di governo, ad eccezione fatta per tutte quelle forme di governo sperimentate finora.
Quindi, pur consapevoli dei limiti, la democrazia resta uno strumento e un valore insostituibile per un processo decisionale democratico, che tuteli libertà, diritti individuali e scongiuri i totalitarismi.
Un processo decisionale, quello democratico, che può essere tortuoso, lento, ma è l’unico che riconosce il diritto al dissenso e il potere di cambiare i propri governanti con il voto.
Penso sia una utile riflessione chiederci come siamo messi oggi in tema di democrazia e potere? Quali i rischi che corriamo rispetto a tre ordini di problemi che possono compromettere la democrazia che abbiamo conosciuto negli ultimi 50 anni.
Un malcostume crescente
Il primo problema è un crescente malcostume che definirei nepotismo del potere. Come è possibile che nei ruoli apicali del potere politico-sociale (leggi:governo, partiti, sindacato), si trovi una classe dirigente che,diciamo, non eccelle; per non dire mediocri? Se può consolarci, è un problema che non solo dell’Italia.
Perché persone preparate e stimate nella società civile, tendono a non impegnarsi nei partiti, nel sindacato, in politica? La risposta penso che vada ricercata in un malcostume crescente, dove la carriera in un partito o nel sindacato, non risiede nell’impegno profuso e nelle capacità professionali e personali, bensì nell’appartenenza alla cordata del Capo, o al gruppo che gestisce il potere. In altre parole, risiede nell’essere servizievole, incline a giustificare e non a criticare. Solo con questa logica si avranno buone possibilità di fare carriera.
Al contrario se sei un dirigente responsabile, ma con uno spirito libero, che non esita a dissentire o proporre anche scelte alternative; allora, il tuo percorso personale è a rischio. Un rischio che pochi sono disponibili a correre.
Un sistema che nella selezione dei gruppi dirigenti premia la fedeltà, ha come conseguenza la mediocrità e, nel tempo, la perdita di autorevolezza e di rappresentanza; ed è ciò che è avvenuto e sta avvenendo nel sindacato e nei partiti politici.
La distorsione delle regole elettorali
Nei partiti c’è un ulteriore malcostume. Riguarda la continua distorsione delle regole elettorali, sia per controllare chi potrà essere eletto,sia il diritto dei dirigenti apicali a candidarsi su più circoscrizioni, per avere una elezione garantita.
In altre parole, con i sistemi più vari, si limita e si condiziona il voto del cittadino Non è casuale il continuo cambio delle regole elettorali da parte di chi governa o di chi detiene il potere in una organizzazione.
E’ di questi giorni un documento su democrazia e potere, sottoscritto da 160 costituzionalisti, per denunciare come la riforma elettorale proposta dall’attuale governo, all’esame del Parlamento, rappresenti un grave violazione della Costituzione.
Se approvata, affermano gli studiosi di diritto costituzionale … una minoranza anche limitata, attraverso il premio elettorale, potrebbe assumere il controllo di tutte le istituzioni, senza più contrappesi e controlli … .il Parlamento diventerebbe una mera struttura al servizio del Governo, distruggendo così la separazione dei poteri.
La manipolazione culturale
Ai rischi nepotismo e distorsione delle regole elettorali, c’è un ulteriore rischio per la democrazia: la cosiddetta manipolazione culturale.
Il tema non è nuovo, anche in passato chi disponeva del controllo dei mezzi radio-televisivi e dei giornali, aveva una grande influenza sulle scelte degli elettori e sulle priorità della politica; basti pensare al caso Berlusconi …
Anche i vescovi toscani in un documento del 2018 (in occasione dei 50 anni dalla morte di Don Lorenzo Milani) nel riprendere un suo insegnamento sulla forza della parola affermano: … La strategia della distrazione è la principale delle tattiche di manipolazione del cittadino da parte dei media. L’attenzione del pubblico è distorta dalle questioni essenziali attraverso espedienti come l’accumulo di informazione insignificanti, la tecnica del diluvio, lo spostamento del Focus comunicativo con le fake news.
E aggiungono: … i credenti non hanno collateralismo con nessuno, giudicano i fatti per quello che sono, liberi da schieramenti con l’una o l’altra parte, per vedere il mondo, la politica, le notizie e il territorio, a partire dalla persona umana.
Papa Leone nella Enciclica Magnifica Humanitas va oltre: … la disinformazione non nasce con l’intelligenza artificiale, ma trova oggi in essa un moltiplicatore potente. La possibilità di manipolare contenuti, immagini e filmati ed esporre i cittadini a prospettive parziale e o fuorvianti ….Coloro che dispongono di potenti risorse tecniche ed economiche e con esse anche molte risorse umane per intervenire, hanno un’importante capacità di indurre cambiamenti culturali e, in ultima analisi, di convincere un numero significativo di persone su quale sia la verità sull’essere umano, sul mondo, sul senso dell’esistenza, sulla famiglia e persino su Dio
Così viene meno Il riconoscimento di verità universalmente valide.
Il rischio totalitarismo
Papa Leone paventa anche un rischio del tutto condivisibile … la democrazia non vive soltanto di regole e procedure, ma anzitutto di un rapporto leale con i fatti e di un reale orientamento al bene delle persone e del corpo sociale. Il disinteresse per la verità porta lentamente ma inesorabilmente a scivolare verso il totalitarismo.
… Chi controlla Le piattaforme digitali e i mezzi di comunicazione, possiede una notevole capacità di incidere sull’immaginario collettivo e di proporre come desiderabile una certa visione della realtà…
… La verità è un bene comune e non una proprietà di chi ha potere e visibilità …
…Gli anticorpi di una ecologia della comunicazione, afferma il Papa, risiedono nel rafforzamento della tutela dei dati personali ed è sul rafforzamento dei corpi intermedi sul versante sociale e culturale che possono avere la capacità di legare e fondere le conoscenze per leggere la complessità e le tecniche per la verifica dei fatti
La cultura critica
Per concludere, riporto un insegnamento di Don Milani, che ho sempre tenuto presente: … associa la difesa della democrazia con l’importanza di una cultura critica … usava ripetere il Maestro di Barbiana, con un motto semplice: … qualunque cosa tu leggi, qualunque cosa tu vedi, qualunque cosa tu ascolti, chiediti sempre se sia vero o falso, se sia giusto o sbagliato, se sia bello o brutto …
Un esercizio utile non solo sul piano individuale, ma da fare anche come corpi intermedi della società. La chiesa lo ha fatto, speriamo se ne aggiungano altri!