Quando il marchio diventa rischio: l’America di Trump e la crisi dell’Occidente

Il culto della personalità non coincide necessariamente con la dittatura, ma ne costituisce uno dei dispositivi preparatori o accompagnatori più riconoscibili. Quando emerge all’interno di una democrazia avanzata, e soprattutto quando riguarda la principale potenza militare del pianeta, esso diventa non solo un problema interno, ma un fattore potenziale di instabilità internazionale.

Dopo aver individuato le forme simboliche e materiali della personalizzazione del potere nel caso Trump, resta da valutare il punto decisivo: che cosa accade quando tali dinamiche investono non una democrazia marginale, ma la principale potenza militare, economica e tecnologica del pianeta?

Il futuro globale come funzione del potere americano

I prossimi grandi snodi politici e storici potrebbero dipendere dall’esito di una combinazione di fattori in larga parte interni agli Stati Uniti, o strettamente connessi alla loro sfera di influenza: la possibile deriva autocratica del presidente e la sua prevedibilità decisionale; la capacità degli organismi interni di contenerne o controbilanciarne i poteri; l’entità della forza militare ed economica detenuta, controllata o mobilitabile, direttamente o indirettamente, dal vertice politico.

Profilo emotivo e dinamiche narcisistiche degli autocrati

Formulare diagnosi psichiatriche a distanza o retrospettive, cioè senza un contatto diretto con la persona interessata, non ha basi scientifiche solide. Ciò non esclude, tuttavia, che i principali riferimenti della psichiatria possano offrire una chiave interpretativa, non clinica ma politico-psicologica, per leggere alcuni profili di personalità e di modalità di costruzione del consenso.

Nel confronto tra Hitler, Mussolini, Stalin e Trump, il culto della personalità può essere messo in relazione con tratti narcisistici, tratti descritti sia nell’ICD-10 dell’OMS3 sia nel DSM-5-TR dell’American Psychiatric Association, qui intesi come categorie descrittive e non come diagnosi individuali.

Richiamando gli schemi discussi da Betty Glad sul rapporto tra narcisismo maligno e potere assoluto si possono distinguere, con cautela, diverse declinazioni della centralità del sé. Hitler incarna il polo del narcisismo messianico-apocalittico, probabilmente associato a tratti paranoidi: il capo si presenta come personificazione del destino, della provvidenza e della redenzione storica. In Mussolini prevale un narcisismo istrionico, in cui il potere diventa immagine, posa, spettacolo e presenza scenica. Stalin rappresenta invece un narcisismo difensivo-paranoide: meno dipendente dall’applauso, ma più ossessionato dal controllo e dalla vendetta contro chiunque minacci il suo primato.

Trump si colloca su un polo diverso: quello del narcisismo mediatico-performativo, fondato su visibilità, audience e gratificazione pubblica. Mary Trump, psicologa e sua nipote, ha inoltre associato il suo profilo a segni di personalità antisociale.

Controlli democratici sotto pressione

Il culto della personalità attorno a Trump è sostenuto da un entourage spesso adulatorio e poco incline alla critica. Alcuni osservatori qualificati nel campo della salute mentale hanno inoltre sollevato interrogativi sulla sua stabilità psicologica, il che rende ancora più delicata la valutazione del suo operato politico.

In questo scenario, il culto della personalità diventa particolarmente rischioso quando si traduce in identificazione emotiva delle masse con il leader. È il meccanismo che Max Weber definiva autorità carismatica: una forma di dominio instabile e antiburocratica, fondata sul riconoscimento dei seguaci e destinata, se si consolida, a convertirsi in assetti più stabili di potere.

Diventa quindi decisiva l’efficacia degli strumenti interni di bilanciamento e controllo democratico, che negli Stati Uniti si presentano in chiaroscuro. A differenza delle tre dittature del Novecento, il trumpismo non costituisce un regime compiuto: non dispone di un partito unico, di un apparato propagandistico totalitario, né di un’ideologia statale organica. Lo stesso movimento MAGA, già richiamato da Reagan e George H. W. Bush, resta più uno slogan identitario che una dottrina strutturata.

Nonostante ciò, sono riconoscibili strategie di subordinazione degli strumenti di controllo e garanzia: attacchi all’indipendenza della magistratura, anche quando composta da giudici nominati dallo stesso Trump; scontri sull’indipendenza della Federal Reserve; epurazioni di funzionari scomodi della pubblica amministrazione;svilimento del Congresso attraverso l’uso estensivo di ordini esecutivi ed emergenze nazionali per aggirarne il ruolo; attacchi alle opposizioni mediante la rimodulazione delle regole elettorali e la contestazione dei risultati elettorali; criminalizzazione e repressione della protesta; pressioni mediatiche ed economiche su media, università e ONG non allineate. Vanno nella stessa direzione alcune modalità operative di ICE — agenti talvolta mascherati o in abiti civili, veicoli non contrassegnati e rivendicazioni politiche di ampia protezione legale.  Analoga valenza hanno l’insofferenza verso organismi sovranazionali e istituzioni multilaterali: il ritiro dall’OMS, il drastico ridimensionamento del sostegno al sistema umanitario delle Nazioni Unite e all’UNHCR, fino alle sanzioni contro la Corte penale internazionale.

Potenza militare e potere distruttivo

Con una spesa militare pari a circa un terzo di quella mondiale e quasi tripla rispetto a quella della Cina, secondo paese in questa classifica, gli Stati Uniti detengono un potere distruttivo senza equivalenti per combinazione di arsenale nucleare, capacità convenzionali avanzate, reti globali di comando e presenza militare distribuita. La componente più estrema è la deterrenza nucleare: Washington resta, con Mosca, uno dei due poli centrali dell’arsenale atomico mondiale, considerando che Russia e Stati Uniti possiedono insieme quasi il 90% delle armi nucleari globali.

La forza statunitense non è solo quantitativa: è versatile, perché integra bombardieri strategici, missili, sottomarini, forze aeronavali, spazio, intelligence, armi convenzionali di precisione e una schiacciante leadership nelle tecnologie della difesa, dalle telecomunicazioni all’intelligenza artificiale.

L’ampiezza geografica è garantita da una rete di combatant commands: il Dipartimento della Difesa elenca 11 comandi con missioni geografiche o funzionali, capaci di dirigere forze in pace e in guerra. Questo rende gli Stati Uniti una potenza capace di proiettare forza in tutti gli scacchieri terrestri, nello spazio e nel cyberspazio. La rapidità di intervento deriva dalla combinazione di basi, flotte, aviazione strategica, trasporto militare, satelliti, comunicazioni, dominio tecnologico e alleanze.

Dalla deterrenza al rischio di catastrofe globale

Andamento del Time to Midnight dal crollo del blocco orientale al 2026, secondo il Doomsday Clock

Il tratto distintivo del potere militare USA non risiede soltanto nella disponibilità di armi estreme, ma anche nella capacità di integrarle in un sistema politico-militare planetario. Il Bulletin of the Atomic Scientists è una ONG fondata nel 1945 da scienziati legati al Progetto Manhattan per informare l’opinione pubblica sui rischi globali prodotti dalla tecnologia umana. Il Doomsday Clock è un indicatore simbolico che rappresenta quanto l’umanità, secondo le valutazioni del Bulletin, sia vicina a una catastrofe globale, in particolare nucleare, climatica o tecnologica. Come mostrato nel grafico, nel 2026 è stato portato a 85 secondi dalla mezzanotte, il punto più vicino alla catastrofe globale nella sua storia. È significativo che l’indicatore si sia progressivamente avvicinato al punto zero, soprattutto nell’ultimo decennio, registrando una percezione crescente del rischio di catastrofe globale.

A prescindere dalla crisi attuale e dall’imprevedibilità degli sviluppi politico-militari, è motivo di seria preoccupazione che un potere distruttivo di tale ampiezza sia concentrato, in una fase storica estremamente instabile, nelle mani di una leadership percepita come imprevedibile. Il rischio è aggravato da organismi interni di controllo democratico attaccati, indeboliti o poco efficaci.

Sovranismi e personalizzazione nelle democrazie occidentali

Regressione del World Press Freedom Index dell’Italia durante gli anni del governo Meloni

Il caso statunitense resta, per scala e potenza, incomparabile. Tuttavia, alcune dinamiche meno estreme di personalizzazione del potere attraversano anche altre democrazie occidentali.

Anche se il termine sovranista è un’etichetta politica e non una categoria giuridica, la dinamica di personalizzazione del potere interessa diversi contesti occidentali. Tra i casi più solidi si possono citare l’Italia, la Slovacchia e la Repubblica Ceca, mentre l’Ungheria orbániana va considerata soprattutto come modello illiberale precedente alla sconfitta elettorale di Orbán nel 2026. A questi può essere aggiunto Israele, anch’esso compreso, pur con le sue specificità e tensioni interne, nella cornice del sistema democratico occidentale.

Nel più rilevante tra questi paesi per peso politico in Europa, l’Italia, si riscontrano fenomeni latenti di forte personalizzazione e di branding politico centrato sul nome della leader. Nel simbolo elettorale di Fratelli d’Italia per le europee del 2024, il nome di Giorgia Meloni compare in posizione fortemente prominente, secondo una tendenza italiana alla personalizzazione dei contrassegni elettorali, ed è stato accompagnato dalla sua candidatura come capolista in tutte le circoscrizioni, usata come traino elettorale. Rientrano nello schema già descritto per Trump anche l’ampio ricorso alla decretazione e al voto di fiducia, con svilimento del ruolo del Parlamento, gli attacchi alla magistratura, al dissenso e alle opposizioni, soprattutto nel quadro delle restrizioni al diritto di protesta, alle ONG impegnate nel soccorso dei migranti e all’informazione indipendente.

A questo proposito è significativo che, a partire dall’insediamento dell’attuale governo, il World Press Freedom Index segnali una progressiva erosione della libertà di stampa in Italia: il paese è passato dalla 41ª posizione del 2023 alla 56ª del 2026, dieci posizioni dietro al Gambia, ma comunque davanti agli Stati Uniti dell’amministrazione Trump, collocati al 64º posto.

Riferimenti

  • American Psychiatric Association. (2017, March 15). May a psychiatrist give an opinion about an individual in the public eye when the psychiatrist, in good faith, believes that the individual poses a threat to the country or national security?
  • Takayanagi Y et al. Accuracy of reports of lifetime mental and physical disorders: Results from the Baltimore Epidemiological Catchment Area Study. JAMA Psychiatry, 71(3), 2014.
  • World Health Organization, 2019. International statistical classification of diseases and related health problems. 10thed.
  • American Psychiatric Association. (2022). Personality disorders. In Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed., text rev.). Narcissistic Personality Disorder.
  • Glad, B. (2002). Why tyrants go too far: Malignant narcissism and absolute power. Political Psychology, 23(1).
  • Trump ML. Too Much and Never Enough: How My Family Created the World’s Most Dangerous Man. Simon & Co. 2020.
  • Lee BX, ed. The Dangerous Case of Donald Trump: 27 Psychiatrists and Mental Health Experts Assess a President.St. Martin’s Press, 2017.
  • Moberly T. Donald Trump’s mental health: are health professionals’ media speculations ethical or dangerous? BMJ, 2026.
  • Weber Max. Economia e società. Dominio (a cura di E. Hanke, T. Kroll, & M. Palma,). Donzelli editore, 2018.
  • Treccani. Enciclopedia on-line.https://www.treccani.it/enciclopedia/eol-maga-make-america-great-again/
  • Raymond, N. (2025, June 24). Trump-appointed judges warn of threats, criticize calls to impeach judges. Reuters.
  • Schneider, H. (2026, April 15). Trump threatens to fire Powell if he doesn’t quit Fed board; ongoing probe clouds Warsh confirmation. Reuters.
  • Bose, N., & Shakil, I. (2025, January 26). Trump’s firing of independent watchdog officials draws criticism. Reuters.
  • Knauth, D., & Wiessner, D. (2025, May 29). U.S. court blocks most Trump tariffs, says president exceeded his authority. Reuters.
  • Brennan Center for Justice. (2025, April 1). The president’s March 2025 executive order on elections, explained.
  • Select Committee to Investigate the January 6th Attack on the United States Capitol. (2022). Final report of the Select Committee to Investigate the January 6th Attack on the United States Capitol. U.S. Government Publishing Office.
  • American Civil Liberties Union. (2025, June 7). ACLU reacts to President Trump’s federalizing National Guard troops in response to protests.
  • Jackson, K., Bose, N., & Heavey, S. (2025, May 27). NPR sues Trump, says funding cut violates First Amendment. Reuters.
  • Associated Press. (2025, April 14). Trump administration freezes $2.2 billion in grants to Harvard over campus activism.
  • Singh, K. (2025, July 30). Trump administration memo asks federal fund recipients to restrict DEI. Reuters.
  • Lavender, B. (2025, October 3; updated 2026, May 5). Can states prohibit federal law enforcement from masking on the job? State Democracy Research Initiative, University of Wisconsin Law School.
  • The White House. (2025, January 20). Withdrawing the United States from the World Health Organization.
  • Farge, E. (2025, March 20). Millions of lives at risk from “brutal” funding cuts, UN refugee chief says. Reuters.
  • The White House. (2025, February 6). Imposing sanctions on the International Criminal Court.
  • Stockholm International Peace Research Institute. (2026, April 27). Global military spending rise continues as European and Asian expenditures surge. SIPRI.
  • Stockholm International Peace Research Institute. SIPRI Yearbook 2025: Nuclear risks grow as new arms race looms.
  • U.S. Department of War. (n.d.). Combatant commands. Consultato il 6 maggio 2026, dahttps://www.war.gov/About/combatant-commands/.
  • Bulletin of the Atomic Scientists. (n.d.). The Bulletin of the Atomic Scientists begins publishing in 1945.https://thebulletin.org/virtual-tour/the-bulletin-of-the-atomic-scientists-begins-publishing-in-1945/
  • Bulletin of the Atomic Scientists. Doomsday Clock.https://thebulletin.org/doomsday-clock/.
  • Fratelli d’Italia. (2024, May 1). Le liste di Fratelli d’Italia per le europee 2024.
  • Amante, A., & Balmer, C. (2025, February 17). Italy’s Meloni takes on the judiciary, in echo of Berlusconi. Reuters.
  • Camera dei deputati, Osservatorio sulla legislazione. La legislazione tra Stato, Regioni e Unione europea. Rapporto 2024-2025. Roma: Camera dei deputati, 2025, cap. 2.1, “La XVIII e la XIX legislatura”.
  • Amnesty International. (2025, May 31). Italy: Draconian new law criminalizing peaceful protest.
  • Reporters Without Borders. (2026). World Press Freedom Index 2026.
Condividici: